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Malattie Croniche

Diabete, il professor Bonadonna nuovo presidente della SID

Accesso equo alle terapie innovative, sostegno alla ricerca indipendente, investimenti e politiche di prevenzione sono i pilastri del suo mandato

Redazione

Riccardo C. Bonadonna, neopresidente della SID, Società italiana di diabetologia (@SAE Salute

Riccardo C. Bonadonna, neopresidente della SID, Società italiana di diabetologia (@SAE Salute

Il professor Riccardo C. Bonadonna è il nuovo presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID) per il prossimo biennio. Il passaggio di testimone con la professoressa Raffaella Buzzetti, che ha guidato la SID nell’ultimo biennio e che ora assume l’incarico di presidente della Fondazione Diabete Ricerca della SID, è arrivato al 31° congresso nazionale della SID, che si è svolto a fine ottobre a Rimini.

Bonadonna è professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo presso le Università di Verona e Parma e direttore dell'Unità Operativa Complessa di Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del Metabolismo dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. Specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, in Geriatria e Gerontologia e in Medicina Nucleare, ha maturato una significativa esperienza internazionale negli Stati Uniti, presso la Yale University (New Haven, CT, USA) e la University of Texas Health Science Center di San Antonio (TX, USA).

Il suo mandato si apre in una fase di straordinaria trasformazione della diabetologia, segnata dall'arrivo di farmaci sempre più efficaci, dall'evoluzione delle tecnologie per la gestione della malattia e dalle prospettive aperte dalla medicina di precisione e dalle terapie cellulari. Progressi che promettono di cambiare radicalmente la vita delle persone con diabete, ma che pongono anche nuove sfide in termini di accessibilità, equità e sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

“La diabetologia sta attraversando un vero e proprio big bang della ricerca – spiega il professor Bonadonna – Disponiamo di terapie innovative estremamente efficaci e altre, potenzialmente rivoluzionarie, arriveranno nei prossimi anni. È una stagione di grandi opportunità, ma anche di nuove responsabilità nei confronti dei pazienti e della collettività. La diffusione del diabete e delle sue complicanze rappresenta una sfida enorme per la sostenibilità del nostro sistema sanitario e del welfare. Nostro compito sarà fare in modo che il progresso scientifico si traduca in benefici concreti per tutte le persone con diabete”.

I pilastri programmatici della presidenza Bonadonna sono: equità nell'accesso alle cure, ricerca indipendente e investimenti nella diabetologia. Per raggiungere questi obiettivi, “la SID – spiega il neopresidente – intende rafforzare il proprio ruolo di interlocutore scientifico delle istituzioni, promuovendo politiche sanitarie capaci di valorizzare l'innovazione e superare le disuguaglianze territoriali e sociali. Diagnosi tempestive, accesso alle migliori terapie e una presa in carico appropriata permettono di prevenire complicanze invalidanti, ridurre ricoveri e costi assistenziali e migliorare la qualità di vita”, spiega Bonadonna. “Vogliamo proseguire un dialogo costruttivo con i decisori pubblici affinché la diabetologia venga riconosciuta come un settore strategico nel quale investire per la salute dei cittadini e per il futuro del Paese”.

Un'altra priorità sarà portare la prevenzione fuori dagli ambulatori, promuovendo politiche che favoriscano ambienti e stili di vita più sani. “Il diabete di tipo 2 e l'obesità non possono essere affrontati esclusivamente attraverso le scelte individuali. Anche la riduzione delle disuguaglianze socio-economiche, l'urbanistica, l'organizzazione del lavoro, la disponibilità di spazi per l'attività fisica e uno stile di vita salutare incidono sul rischio di malattia. La SID vuole contribuire a orientare le politiche pubbliche verso modelli di società che rendano più facile, per tutti, vivere in salute”.

Uno sguardo particolare va anche al diabete di tipo 1, per il quale la ricerca sta aprendo prospettive terapeutiche fino a pochi anni fa impensabili. “Nei prossimi cinque anni assisteremo all'arrivo di terapie capaci di cambiare profondamente la storia naturale del diabete di tipo 1 – anticipa Bonadonna – Si tratta di innovazioni che potranno avere costi molto elevati e che richiederanno scelte oculate e lungimiranti. Il prezzo dell'innovazione non deve diventare una barriera al diritto alla cura. È necessario prepararci fin da ora, sul piano scientifico, organizzativo ed economico, affinché queste opportunità possano essere offerte ai pazienti che più ne possono trarre beneficio, secondo criteri trasparenti ed equi”.

Riccardo C. Bonadotta, presidente SID