
Longevità, nasce l'Intergruppo parlamentare: «Aggiungere vita agli anni, non solo anni alla vita»
Presieduto da Erik Pretto, lavorerà su invecchiamento in salute, assistenza territoriale, sostegno ai caregiver e contrasto alle disuguaglianze

(Magnific)
Vivere più a lungo è una delle grandi conquiste della medicina e della società contemporanea, ma oggi la vera sfida è trasformare tutti gli anni guadagnati in anni da vivere in buona salute e autonomia, oltre che conservando una buona qualità di vita.
È questo l’obiettivo del neonato Intergruppo parlamentare sulla Longevità, presentato il 28 ottobre a Palazzo Montecitorio su iniziativa dell'onorevole Erik Pretto, membro della XII Commissione Affari sociali della Camera e presidente del nuovo Intergruppo.
L'iniziativa vuole favorire il confronto tra Parlamento, comunità scientifica, professionisti sanitari e associazioni, promuovendo politiche integrate lungo tutto l'arco della vita, in linea con il Decennio delle Nazioni Unite per l'invecchiamento in buona salute 2021-2030.
«La longevità è una conquista straordinaria, ma anche una sfida che richiede risposte concrete e una visione capace di guardare al futuro», ha dichiarato Pretto, sottolineando l'importanza di investire nella prevenzione, rafforzare l'assistenza territoriale e domiciliare e sostenere famiglie e caregiver.
Prevenzione e assistenza: le priorità
Alimentazione equilibrata, attività fisica, salute mentale, diagnosi precoce delle fragilità e continuità assistenziale costituiscono alcuni dei pilastri dell'iniziativa, ma anche telemedicina, innovazione scientifica e ricerca sull'invecchiamento, affinché i progressi si traducano in benefici concreti e accessibili.
Per Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità e Mondo sanità, «La prevenzione lungo tutto il corso della vita deve diventare un investimento strategico del Paese».
Zanon richiama anche la necessità di evitare che i benefici dell'innovazione e della longevità diventino un privilegio riservato a chi dispone di maggiori risorse economiche.

Un momento della conferenza stampa "Longevità", organizzato il 28 ottobre a Palazzo Montecitorio, in occasione della Presentazione dell’omonimo intergruppo parlamentare a cura dell’onorevole Erik Pretto. Da sinistra Claudio Zanon, Erik Pretto, Padre Alberto Carrara (@SAE Salute)
Dalla visione geriatrica a una visione evolutiva della longevità
La sfida dell’invecchiamento non si limita ad una questione sanitaria, ma è anche culturale, sociale ed etica. Padre Alberto Carrara, sacerdote, neuroeticista e promotore del Vatican Longevity Summit, ha definito la longevità «una sfida profondamente umana, culturale ed etica», sottolineando la necessità di riconoscere nelle persone anziane una risorsa di esperienza, conoscenza e partecipazione.
Una prospettiva condivisa dall’onorevole Gian Antonio Girelli, presidente dell’Intergruppo parlamentare sulla Prevenzione e riduzione del rischio, che ha richiamato la necessità di passare da una visione prevalentemente geriatrica dell’invecchiamento a una visione evolutiva della longevità.
Significa non limitarsi alla gestione delle malattie e delle fragilità dell’età avanzata, ma considerare la longevità come un processo che si costruisce durante l’intera esistenza, attraverso prevenzione, salute, apprendimento, relazioni e partecipazione sociale.
«Dobbiamo fare in modo che gli anni in più siano anni da vivere, non soltanto da contare», ha affermato Girelli, invitando a superare il pregiudizio secondo cui invecchiare significhi smettere di essere una risorsa per la società. E ha concluso: «Dobbiamo aggiungere vita agli anni, non soltanto anni alla vita. Perché il futuro appartiene a tutti: anche a chi ha già qualche anno di esperienza in più».
Una nuova cultura della longevità
Attraverso proposte legislative, confronto scientifico e iniziative di approfondimento, l’Intergruppo intende promuovere politiche capaci di misurare i risultati non soltanto attraverso l’aspettativa di vita, ma anche considerando autonomia, benessere, inclusione e riduzione delle disuguaglianze.
La longevità non comincia nella vecchiaia: si costruisce lungo tutto l’arco della vita. Passare da una visione geriatrica a una visione evolutiva significa investire oggi nella salute e nelle opportunità di tutte le generazioni.


