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Tumori gastrointestinali: i punti dove possono svilupparsi

Sangue nelle feci, stitichezza oppure diarrea: i segnali che devono mettere in allarme e gli esami da fare

Giuseppe Caruso

(Magnific)

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L'apparato gastrointestinale è il "percorso" che il cibo compie nel nostro corpo: bocca, esofago (il tubo che porta il cibo allo stomaco), stomaco, intestino tenue, intestino crasso (colon e retto), con l'aiuto di fegato, vie biliari e pancreas. Un tumore può nascere in ciascuna di queste parti, e ogni tipo ha caratteristiche, fattori di rischio e controlli diversi.

Il più frequente è il tumore del colon-retto: in Italia si stimano circa 48.700 nuovi casi ogni anno, ed è tra i primi tumori per frequenza sia negli uomini sia nelle donne. Le morti per questo tumore sono diminuite del 13% in dieci anni e la sopravvivenza a cinque anni in Italia è superiore alla media europea. Una parte di questo risultato si deve alla diagnosi precoce e agli screening.

Tumore del colon retto

Il programma nazionale di screening invita, con una lettera della propria Azienda Sanitaria, le persone tra i 50 e i 69 anni, ogni due anni. Alcune Regioni hanno già ampliato la fascia (per esempio fino ai 74 anni, altre hanno cominciato ad aprire anche ai 45-49 anni).

Il test di primo livello è la ricerca di piccolissime tracce di sangue nelle feci, non visibili a occhio nudo (per questo si parla di "sangue occulto", cioè nascosto). Si fa a casa, con un kit semplice, prelevando un piccolo campione di feci; non è doloroso e non richiede preparazioni particolari.

Se il test è negativo, si ripete dopo due anni. Se è positivo, significa soltanto che è stato trovato del sangue: può dipendere da un polipo, da un tumore, ma anche da cause benigne come emorroidi o piccole lesioni. In questo caso, si passa alla colonscopia, cioè l'esame in cui un sottile tubo flessibile con una piccola telecamera permette al medico di guardare l'interno dell'intestino e, se serve, togliere i polipi nello stesso momento.

È fondamentale non saltare la colonscopia dopo un test positivo: una parte non trascurabile di chi risulta positivo non esegue l'esame di approfondimento, e così si perde il vantaggio dello screening.

Tumore dello stomaco

Un fattore di rischio importante è l'infezione da Helicobacter pylori, un batterio che vive nello stomaco e può causare gastrite (infiammazione dello stomaco) e ulcera. Se l'infezione dura per molti anni, può aumentare il rischio di tumore.

Il batterio si cerca con esami semplici e non invasivi: il test del respiro (si soffia in una provetta dopo aver bevuto una soluzione) oppure la ricerca nelle feci. Con una terapia a base di antibiotici, da effettuare solo su indicazione medica, si può eliminare il batterio e ridurre il rischio di sviluppare il tumore.

La gastroscopia è l'esame in cui un sottile tubo con telecamera, introdotto dalla bocca, permette di vedere esofago, stomaco e prima parte dell'intestino, e di prelevare piccoli campioni di tessuto (biopsie) da analizzare. Nelle persone in cui si trovano alterazioni avanzate della mucosa dello stomaco, come la gastrite atrofica (la parete dello stomaco si assottiglia) o la metaplasia intestinale (le cellule dello stomaco assomigliano a quelle dell'intestino), lo specialista può programmare controlli periodici, decisi caso per caso, perché queste condizioni aumentano il rischio.

Segnali da non ignorare

Presenza di sangue nelle feci, sia rosso vivo sia sotto forma di feci molto scure, nere e "catramose" (si chiama melena e indica sangue digerito proveniente da parti più alte dell'apparato digerente); stitichezza, diarrea persistente, alternanza fra le due, feci più sottili o sensazione di non svuotarsi del tutto; dolore addominale che non passa o gonfiore persistente. E ancora, difficoltà a deglutire (disfagia): sensazione che il cibo si fermi o "vada di traverso; bruciore o dolore allo stomaco che compare per la prima volta in età adulta avanzata o che non risponde ai farmaci; vomito ripetuto, sazietà dopo pochi bocconi, inappetenza.

Prevenire è possibile anche con le abitudini quotidiane

Per l'apparato digerente le scelte più utili sono: non fumare; limitare l'alcol (meno ne bevi, meglio è); mantenere un peso adeguato e fare attività fisica regolare; mangiare molta frutta, verdura, legumi e cereali integrali, e ridurre carni lavorate (salumi, insaccati) e carni rosse, cibi molto salati, affumicati o conservati sotto sale; vaccinarsi contro l'epatite B e farsi curare se si ha l'epatite C (oggi guaribile nella grande maggioranza dei casi).

Messaggi da ricordare

Per l'intestino esiste uno screening gratuito che salva vite e può evitare il tumore: aderire fa la differenza. Per lo stomaco, non c'è uno screening per tutti, ma esistono controlli mirati per chi ha un rischio più alto: familiarità, infezione da Helicobacter pylori, reflusso di lunga durata, cirrosi. I sintomi persistenti non vanno mai sottovalutati né attribuiti automaticamente a stress, età o alimentazione.

Bibliografia

AIOM, AIRTUM, I numeri del cancro in Italia, 2025.

Consiglio dell'Unione europea. Raccomandazione del Consiglio, del 9 dicembre 2022, sul rafforzamento della prevenzione attraverso la diagnosi precoce: un nuovo approccio dell'UE in materia di screening oncologico. Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. C 446, 20.12.2022.

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Malfertheiner P, et al., Management of Helicobacter pylori infection: the Maastricht VI/Florence consensus report. Gut, 2022