La Stampa
Il Tirreno
La Nuova Sardegna
Gazzetta di Reggio
Gazzetta di Modena
La Nuova Ferrara
La Provinca Pavese
Abruzzo Daily
Mamme Magazine
Erasmag
Oncologia

Emma Bonino, il coraggio di raccontare la malattia: cosa sapere sul microcitoma polmonare

La morte della leader radicale riporta l’attenzione sul carcinoma polmonare a piccole cellule. Oggi diagnosi e terapie stanno cambiando: ecco come

Daniela de Feo (direttore medico editorialista)

Emma Bonino (Roberto Monaldo / LaPresse)

Emma Bonino (Roberto Monaldo / LaPresse)

Emma Bonino è morta oggi, 11 settembre 2026, a Roma, all’età di 78 anni. Una delle figure più riconoscibili della politica e delle battaglie per i diritti civili in Italia e in Europa, aveva affrontato pubblicamente anche una delle prove più difficili della sua vita: un tumore del polmone a piccole cellule, diagnosticato nel 2015. Reuters ne ha confermato questa mattina la morte, ricordando anche il lungo percorso contro il cancro.

Quando annunciò la diagnosi, Bonino spiegò che si trattava di una forma localizzata e ancora asintomatica e che avrebbe dovuto sottoporsi a chemioterapia. Non volle però interrompere la propria attività: «da una passione, come quella politica, non ci si dimette». Nel 2023 aveva poi raccontato di essere guarita dopo otto anni.  

Nei giorni precedenti alla morte era stata ricoverata a Roma per una grave crisi respiratoria. Una precisazione è necessaria: le informazioni pubblicamente disponibili al momento non permettono di attribuire il decesso a una recidiva del tumore. Nel precedente ricovero del 2025, anzi, i medici avevano escluso una ripresa della malattia oncologica.  

La sua storia offre però l’occasione per conoscere meglio una neoplasia di cui si parla molto meno rispetto alle forme più comuni di tumore polmonare. 

“Piccole cellule” non significa piccolo tumore 

Il carcinoma polmonare a piccole cellule, o microcitoma, è chiamato anche SCLC, dall’inglese small-cell lung cancer. 

Il nome deriva dall’aspetto delle cellule tumorali osservate al microscopio, non dalle dimensioni o dalla gravità della malattia. 

Rappresenta circa il 10-15% dei tumori del polmone, mentre la grande maggioranza è costituita dai carcinomi non a piccole cellule, o NSCLC. Il microcitoma tende a crescere rapidamente e possiede una particolare capacità di diffondersi precocemente in altri organi: proprio questa aggressività rende spesso più difficile diagnosticarlo in una fase iniziale.  

Tradizionalmente viene distinto in due grandi condizioni: malattia limitata, confinata a un’area del torace che può essere trattata in un unico campo radioterapico, e malattia estesa, quando il tumore si è diffuso più ampiamente.  

Il legame con il fumo è particolarmente forte 

Il principale fattore di rischio è il fumo di tabacco. 

Per il tumore del polmone nel suo complesso, AIRC stima che il fumo sia responsabile di circa 8-9 casi su 10. Nel microcitoma l’associazione è ancora più marcata: la malattia si presenta soprattutto nei fumatori e negli ex fumatori ed è molto rara in chi non ha mai fumato.  

Questo non significa che ogni persona che fuma svilupperà un tumore, né che il carcinoma polmonare riguardi esclusivamente i fumatori. Radon, amianto, alcune esposizioni professionali, inquinamento atmosferico e fumo passivo possono contribuire al rischio di neoplasie polmonari.  

Il messaggio di prevenzione, però, resta netto: non iniziare a fumare e smettere, a qualsiasi età, riduce significativamente il rischio. 

Quali sono i sintomi da non ignorare? 

Uno dei problemi del tumore polmonare è che nelle prime fasi può non dare sintomi. 

Quando compaiono, alcuni segnali meritano una valutazione medica, soprattutto se persistenti o nuovi: tosse che non passa o cambia caratteristiche, sangue nell’espettorato, fiato corto, raucedine, dolore toracico, perdita di peso non spiegata, stanchezza marcata e infezioni respiratorie ricorrenti.  

Nessuno di questi sintomi significa automaticamente “tumore”. Sono disturbi comuni anche a molte altre patologie. È la loro persistenza, comparsa o modificazione a rendere opportuno un approfondimento. 

Come si arriva alla diagnosi 

Dopo la valutazione clinica possono essere utilizzate radiografia del torace, TC, PET e broncoscopia. 

La diagnosi definitiva richiede però generalmente l’analisi di un campione di tessuto attraverso una biopsia, che permette al patologo di stabilire quale tipo di tumore sia presente.  

Sapere esattamente di quale carcinoma polmonare si tratta è fondamentale: microcitoma e tumore non a piccole cellule sono biologicamente differenti e richiedono strategie terapeutiche diverse. 

Perché la chirurgia si usa poco 

Il microcitoma risponde spesso bene inizialmente alla chemioterapia e alla radioterapia. Il problema è la sua tendenza a diffondersi precocemente e a recidivare. 

Per questo, a differenza di molte forme di tumore non a piccole cellule, la chirurgia ha un ruolo limitato ed è riservata a una quota molto selezionata di pazienti con malattia diagnosticata in fase estremamente precoce. 

Storicamente, la base della terapia è rappresentata dalla combinazione di un farmaco a base di platino — cisplatino o carboplatino — con etoposide. Nella malattia limitata la radioterapia toracica viene normalmente integrata nel trattamento.  

L’immunoterapia ha cambiato lo scenario 

Negli ultimi anni anche per il microcitoma si è aperta l’era dell’immunoterapia. 

Nei pazienti con malattia estesa, la combinazione della chemioterapia con farmaci che agiscono sui checkpoint immunitari, come gli anticorpi diretti contro PD-L1, ha permesso di migliorare gli esiti rispetto alla sola chemioterapia.  

Ma la ricerca sta andando oltre. 

Nel 2026 l’Unione europea ha autorizzato tarlatamab per alcuni adulti con carcinoma a piccole cellule in stadio esteso che progredisce durante o dopo una prima terapia a base di platino. È un anticorpo bispecifico che riconosce contemporaneamente DLL3 sulle cellule tumorali e CD3 sui linfociti T, mettendo il sistema immunitario direttamente a contatto con il tumore.  

Sempre nel 2026 è arrivata in Europa anche l’autorizzazione della lurbinectedina in combinazione con atezolizumab come trattamento di mantenimento in specifici pazienti con malattia estesa che non sia progredita dopo la terapia iniziale.  

Non significa che il microcitoma sia diventato una malattia semplice da curare. Significa però che, dopo anni con poche innovazioni, le opzioni terapeutiche stanno finalmente aumentando. 

Si può scoprire prima? 

In Italia non esiste ancora un programma nazionale di screening della popolazione generale per il tumore del polmone. 

Per le persone ad alto rischio, in particolare forti fumatori ed ex fumatori selezionati, la TC del torace a basso dosaggio può però consentire di individuare tumori polmonari prima della comparsa dei sintomi. In Italia è attiva la Rete Italiana Screening Polmonare (RISP), mentre si valuta l’estensione di programmi strutturati.  

Non è quindi utile sottoporsi autonomamente a radiografie o TC periodiche: età, storia tabagica e rischio individuale devono essere valutati dal medico. 

La lezione di una donna che non volle essere definita dalla malattia 

Quando Emma Bonino raccontò pubblicamente il suo tumore, scelse di non nasconderlo e, allo stesso tempo, di non permettere che diventasse la sua unica identità. 

Quella scelta conserva un valore anche sanitario: parlare di cancro significa informare senza stigma, conoscere i fattori di rischio, riconoscere i segnali che meritano attenzione e raccontare con correttezza anche i progressi della ricerca. 

Il microcitoma rimane uno dei tumori polmonari più aggressivi. Ma la storia della medicina oncologica dimostra che prognosi e possibilità di cura non sono concetti immobili. 

E forse il modo più rispettoso per ricordare una donna combattiva come Emma Bonino è proprio questo: trasformare una storia personale di malattia in conoscenza utile per gli altri, senza confondere il coraggio con l’assenza di paura e senza confondere la speranza con una promessa. 

 

Bibliografia 

AIRC – Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro.Tumore del polmone. Aggiornamento 17 marzo 2026National Cancer Institute.Small Cell Lung Cancer Treatment (PDQ®) – Patient and Health ProfessionalVersionsEuropeanMedicinesAgency (EMA).New treatment forrelapsedextensive-stage smallcelllungcancer–Imdylltra(tarlatamab). 2026EuropeanMedicinesAgency (EMA).Zepzelca(lurbinectedin) – EPAR. 2026Reuters.Emma Bonino,Italianpoliticianwhofoughtforabortionaccess,diesaged78. 11 settembre 2026RaiNews. Approfondimenti sulla storia clinica di Emma Bonino e sul carcinoma polmonare a piccole cellule. 2025-2026