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Tubercolosi: allo Spallanzani, nuovi criteri per isolamento e dimissioni

Redazione

L'IRCCS Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma

L'IRCCS Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma

Nuovi criteri per l’isolamento respiratorio e la dimissione a domicilio dei pazienti con tubercolosi. È la principale novità emersa dall’incontro formativo organizzato dall’INMI Spallanzani nell’ambito della decima revisione del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) dedicato alla malattia.

La proposta è stata elaborata dal gruppo di lavoro multidisciplinare del PDTA sulla base della revisione della letteratura scientifica più recente, con l’obiettivo di tradurre le evidenze disponibili in indicazioni operative per la pratica clinica e migliorare appropriatezza e sicurezza nella gestione ospedaliera.

Nel corso dell’evento sono stati approfonditi anche gli aggiornamenti sull’infezione tubercolare, la gestione delle forme multifarmaco-resistenti e la presa in carico dei pazienti con tubercolosi e HIV. Tra i temi affrontati, la valutazione del rischio di trasmissione, l’interpretazione dei dati microbiologici, la gestione dei posti letto, gli aspetti infermieristici dell’isolamento e la continuità assistenziale dopo la dimissione.

“La revisione dei criteri di isolamento e dimissione rappresenta un passaggio importante per aggiornare i percorsi assistenziali alla luce delle evidenze scientifiche disponibili”, hanno spiegato i responsabili scientifici del corso Fabrizio Palmieri e Gina Gualano, sottolineando l’importanza di garantire la sicurezza di pazienti, operatori e comunità.

All’incontro hanno partecipato il direttore scientifico dell’INMI Spallanzani, Enrico Girardi, il direttore sanitario Andrea Antinori e numerosi professionisti impegnati nella gestione clinica, microbiologica e assistenziale della tubercolosi. Il confronto è stato dedicato anche all’aggiornamento del PDTA, con l’obiettivo di renderlo sempre più aderente alle evidenze scientifiche, ai bisogni dei pazienti e alla complessità organizzativa dell’assistenza.