La Stampa
Il Tirreno
La Nuova Sardegna
Gazzetta di Reggio
Gazzetta di Modena
La Nuova Ferrara
La Provinca Pavese
Abruzzo Daily
Mamme Magazine
Erasmag
Innovazione

San Francesco e One Health, perché salute umana e animale sono collegate

Dalle zoonosi alla resistenza agli antibiotici, fino al cambiamento climatico: molte delle grandi sfide sanitarie non possono più essere affrontate separando persone, animali e ambiente

Daniela de Feo (direttore medico editorialista)

(Immagine AI, @Copyright SAE Salute)

(Immagine AI, @Copyright SAE Salute)

Pensare alla salute come a qualcosa che riguarda esclusivamente l’essere umano non basta più.

Un batterio resistente agli antibiotici può circolare tra persone, animali, alimenti, acque e suolo. Un virus presente negli animali fauna selvatici può trovare nuove occasioni per raggiungere l’uomo quando gli habitat vengono modificati. Tipico esempio sono le temperature più elevate che possono cambiare la distribuzione di zanzare e altri vettori.

È da questa rete di connessioni che nasce One Health, letteralmente “una sola salute”: un approccio che riconosce come salute umana, salute animale, piante e ambiente siano strettamente interdipendenti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo definisce un modello integrato che punta a bilanciare e ottimizzare la salute di persone, animali ed ecosistemi. Nel giorno in cui la Chiesa cattolica celebra San Francesco, il santo protettore degli animali, scopriamo di cosa si tratta.

Un’idea moderna con radici lontane

Il concetto non nasce con il Covid-19 infatti, già nel Novecento il veterinario ed epidemiologo Calvin Schwabe parlava di One Medicine, sostenendo la necessità di avvicinare la medicina umana e veterinaria.

All’inizio degli anni Duemila questa visione si è ampliata fino a comprendere i diversi ecosistemi, fauna selvatica, clima e attività umane, diventando ciò che oggi chiamiamo One Health. La pandemia da Covid-19 ha poi reso evidente quanto un problema che nasce dall’interfaccia tra uomo, animali e ambiente possa rapidamente trasformarsi in una crisi sanitaria, economica e sociale globale.

Perché riguarda direttamente la nostra salute

Secondo l’OMS, oltre il 60% delle malattie infettive emergenti segnalate a livello globale ha origine animale, sia da specie domestiche che selvatiche. Cambiamenti nell’uso del territorio, commercio di animali, allevamento intensivo, urbanizzazione, frammentazione degli habitat e cambiamento climatico possono creare nuove occasioni di contatto tra specie e facilitare qurllo che viene definito spillover, cioè il passaggio di un agente infettivo dall’animale all’uomo.

One Health non riguarda però soltanto le pandemie. Comprende almeno cinque grandi aree:

  • Zoonosi: Virus, batteri e parassiti possono passare tra animali e persone
  • Antibiotico-resistenza: Gli antimicrobici utilizzati nell’uomo e negli animali possono favorire resistenze che circolano anche nell’ambiente
  • Sicurezza alimentare: Allevamenti, produzione, acqua, trasporto e conservazione degli alimenti fanno parte della stessa catena sanitaria
  • Malattie trasmesse da vettori: Clima e ambiente influenzano zanzare, zecche e altri vettori di infezione
  • Salute ambientale: Inquinamento, qualità dell’acqua, perdita di biodiversità e cambiamento climatico possono avere conseguenze sulla salute

Antibiotico-resistenza: l’esempio più chiaro

La resistenza antimicrobica mostra bene perché separare medicina umana, veterinaria e ambiente non funziona.

Quando gli antibiotici vengono utilizzati in modo eccessivo o inappropriato, i microrganismi sensibili vengono eliminati mentre quelli resistenti possono sopravvivere e moltiplicarsi. Questo processo riguarda gli antibiotici prescritti alle persone, ma anche quelli impiegati negli animali.

A livello mondiale circa il 70-80% di tutti gli antibiotici prodotti viene impiegato negli animali da allevamento, spesso per prevenire malattie in gruppi di animali sani o per favorirne la crescita, pratica vietata nell'Unione Europea ma ancora diffusa in molte aree extraeuropee.

Un esempio arriva dalla Cina: dopo il divieto dell’impiego della colistina, un antibiotico utilizzato come promotore di crescita negli animali, la prevalenza di E. coli portatori del gene di resistenza mcr-1 nei suini è diminuita dal 45% al 19% in due anni, con riduzioni osservate anche nell’uomo e nell’ambiente. È la dimostrazione pratica che intervenire in un settore può produrre effetti sugli altri.

Anche il clima gioca un ruolo primario

Temperature, precipitazioni e modificazioni degli ecosistemi possono contribuire a cambiare la distribuzione di vettori e patogeni.

Con temperature più elevate alcune zanzare possono riprodursi più velocemente o colonizzare nuove aree. Alluvioni e precipitazioni estreme possono contaminare le riserve idriche, creare nuovi siti di riproduzione per le zanzare e aumentare l'esposizione a microrganismi presenti nell'acqua.

È il motivo per cui prevenire dengue, West Nile, malaria o alcune zoonosi significa osservare contemporaneamente persone, animali, vettori, clima e territorio.

One Health in Italia

Anche l’Istituto Superiore di Sanità definisce One Health una visione basata sull’integrazione tra discipline diverse e sul riconoscimento dell’indissolubile legame tra salute dell’uomo, degli animali e degli ecosistemi.

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sta applicando questo approccio anche alla preparedness, cioè alla capacità di intercettare e gestire precocemente future minacce sanitarie. Tra le iniziative più recenti figurano progetti per individuare rischi pandemici all’interfaccia uomo-animale-ambiente e attività di preparazione a patogeni respiratori con potenziale pandemico.

Una sola salute significa anche una sola prevenzione

One Health non significa che medici, veterinari o ambientalisti debbano fare lo stesso lavoro. Significa che devono condividere dati, sorveglianza, conoscenze e strategie quando il problema attraversa i confini delle singole discipline.

Per questo l’iniziativa internazionale One Health è sostenuta congiuntamente da OMS, FAO, Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH) e Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP).

Il cambio di prospettiva è semplice ma profondo: proteggere la salute umana significa anche proteggere gli animali, utilizzare con responsabilità gli antibiotici, garantire alimenti e acqua sicuri e tutelare gli ecosistemi.

La medicina del futuro potrebbe quindi partire da una consapevolezza antica: non siamo isolati dall’ambiente in cui viviamo. La nostra salute dipende anche dalla salute del mondo che ci circonda.

Elaborazione grafica SAE Salute su dati e concetti WHO, Istituto Superiore di Sanità e Pitt SJ, Gunn A, <i>The One Health Concept,</i>&nbsp;British Journal of Biomedical Science, 2024

Bigliografia

Pitt SJ, Gunn A, The One Health Concept. British Journal of Biomedical Science, 2024

Istituto Superiore di Sanità, One Health – Salute globale e disuguaglianze di salute, Aggiornamento 30 giugno 2026

World Health Organization, One Health. Health Topics, 2026

World Health Organization, One Health – Fact Sheet, 8 maggio 2026

World Health Organization, One Health: Overview, Impact and WHO Response, 2026