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Intestino

Mal di pancia e gonfiore: come scoprire se si soffre di colon irritabile

Non è pericoloso, non si trasforma in tumore, ma è molto fastidioso: ecco quando capita e come si cura

Giuseppe Caruso

(Magnific)

(Magnific)

La sindrome del colon irritabile è uno dei più frequenti disturbi dell'intestino. Provoca mal di pancia, gonfiore e cambiamenti nel modo di andare in bagno (diarrea, stitichezza o entrambe). Può essere fastidiosa e condizionare la vita di tutti i giorni, ma non è pericolosa, non causa danni all'intestino e non si trasforma in tumore. Ci sono molte cose che si possono fare per stare meglio: spesso bastano alcune modifiche dello stile di vita e dell'alimentazione, e quando non bastano esistono cure efficaci.

Che cos'è

L'intestino e il cervello sono collegati da una fitta rete di "fili" nervosi che si scambiano continuamente messaggi. Nella sindrome del colon irritabile questa comunicazione funziona in modo un po' "troppo sensibile": l'intestino reagisce in modo esagerato a cose che nelle altre persone passano inosservate, come il passaggio del cibo o la presenza di aria. Il risultato è dolore, gonfiore e un'attività dell'intestino troppo veloce o troppo lenta.

L'intestino, guardato con una colonscopia, appare sano. Non ci sono ferite o infiammazioni visibili. Il problema riguarda il funzionamento, non un danno fisico. Per questo gli specialisti la chiamano “disturbo dell'interazione tra intestino e cervello”. I disturbi sono reali, non sono immaginari e non sono colpa di chi li ha.

A chi capita e perché viene

È più frequente nelle persone giovani e adulte, di solito compare prima dei 50 anni, ed è più comune nelle donne. Può però colpire chiunque, a qualsiasi età.

Non esiste una causa unica che lo provochi. Più fattori possono contribuire: un intestino più sensibile del normale, che percepisce come dolore stimoli normali; un movimento dell'intestino troppo rapido o troppo lento; un equilibrio diverso dei microbi che vivono nell'intestino; un'infezione intestinale passata (la classica "gastroenterite"), dopo la quale i disturbi non se ne vanno più; lo stress, l'ansia e il poco sonno, che non causano la malattia ma possono peggiorare i sintomi; alcuni cibi e bevande, che possono scatenare i disturbi in chi è predisposto.

Quali sono i sintomi

Il segnale tipico è il mal di pancia che torna spesso, legato al modo di andare in bagno. In particolare: dolore o crampi alla pancia, che spesso migliorano (o a volte peggiorano) dopo l’evacuazione; pancia gonfia e tesa, con la sensazione di avere troppa aria, spesso più forte verso sera; aria nella pancia, con rumori intestinali e flatulenza; diarrea: feci molli o liquide, a volte con un bisogno improvviso e urgente di andare in bagno; stitichezza: feci dure, difficili da espellere, con la sensazione di non aver finito; alternanza: periodi di diarrea e periodi di stitichezza; muco bianco o trasparente nelle feci, che non è un segno di pericolo; stanchezza, nausea o poco appetito in alcune persone. I disturbi vanno e vengono, spesso peggiorano nei momenti di tensione o dopo certi pasti.

Segnali da non sottovalutare

La sindrome del colon irritabile non provoca sangue nelle feci, febbre o dimagrimento. Se compaiono questi segni, il motivo potrebbe essere un'altra malattia e serve un controllo medico, senza aspettare, per una corretta diagnosi.

Come si fa la diagnosi

Non c'è un unico esame che dica "hai la sindrome del colon irritabile". La diagnosi si basa soprattutto su come vengono descritti i disturbi e su un controllo medico che escluda altre cause. Il medico di solito fa domande precise su dolore, gonfiore, andare in bagno, alimentazione, stress, sonno e storia familiare; visita la pancia; può prescrivere semplici esami del sangue e delle feci per escludere la celiachia (intolleranza al glutine) o una malattia infiammatoria dell'intestino; propone la colonscopia solo in presenza di segnali d'allarme o se i disturbi non rispondono alle cure.

Come si cura

Non esiste una cura che faccia sparire la sindrome una volta per tutte, ma si può imparare a controllarla bene. L'obiettivo è ridurre i disturbi e migliorare la vita di tutti i giorni. Di solito si procede per gradi.

Si inizia con i cambiamenti nell'alimentazione (dieta a ridotto contenuto di certi zuccheri fermentabili, integratori di fibre solubili); si passa quindi ai farmaci che calmano i crampi, scelti in base alla forma di colon irritabile e psicoterapia mirata al rilassamento. Questo non significa che i disturbi siano "nella testa", significa che calmare il cervello aiuta a calmare l'intestino.

Quando consultare un medico

Se i disturbi peggiorano o cambiano; se compaiono sangue nelle feci, dimagrimento, febbre o disturbi notturni; se le attività della vita quotidiana sono molto limitate dai sintomi.

La sindrome del colon irritabile è una condizione molto comune, fastidiosa ma non pericolosa, che non danneggia l'intestino. I disturbi sono veri e vanno ascoltati. Con una diagnosi corretta, abitudini di vita adatte e, quando serve, le cure giuste, la maggior parte delle persone riesce a stare molto meglio e a tornare a una vita normale.

Bibliografia

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