La Stampa
Il Tirreno
La Nuova Sardegna
Gazzetta di Reggio
Gazzetta di Modena
La Nuova Ferrara
La Provinca Pavese
Abruzzo Daily
Mamme Magazine
Erasmag
Beauty

Capelli che cadono, non solo rimedi casalinghi. Dente (IDI): "Quando rivolgersi al medico"

Dalle conseguenze dell'estate alla corretta haircare, la parola alla dermatologa per conoscere le strategie più efficai

Angelica Amodei

(Canva)

(Canva)

Con l’arrivo dell’autunno capita di trovare più capelli sulla spazzola, sotto la doccia o sul cuscino. Un fenomeno che può destare preoccupazione, ma che spesso è legato alla normale fisiologia del capello. Il cambio di stagione, infatti, può influenzare il ciclo di vita del follicolo pilifero, mentre le conseguenze dell’esposizione estiva al sole e al calore possono contribuire a indebolire la chioma. Come distinguere, però, una caduta stagionale da un problema che merita l’attenzione dello specialista? E quali sono le strategie più efficaci per prenderci cura dei capelli?

Ne parliamo con la dottoressa Valeria Dente, dermatologa, specialista in dermatologia rigenerativa, estetica e tricologia medica IDI-Istituto Dermopatico dell’Immacolata.

Valeria Dente, dermatologa, specialista in dermatologia rigenerativa, estetica e tricologia medica IDI-Istituto Dermopatico dell’Immacolata

Il ciclo naturale del capello

L’aumento della caduta dei capelli in autunno è un fenomeno generalmente transitorio, spesso definito telogen effluvium stagionale. Per comprenderlo, bisogna considerare il ciclo di vita del follicolo pilifero, che attraversa diverse fasi: crescita, transizione, riposo e caduta.

Con l’accorciarsi delle giornate e il cambiamento delle condizioni ambientali, possono verificarsi variazioni nei meccanismi biologici che regolano questo ciclo. In particolare, alcuni segnali ormonali e stagionali possono favorire il passaggio contemporaneo di un numero maggiore di follicoli nella fase telogen, quella di riposo che precede la caduta del capello.

Nella maggior parte dei casi si tratta di un processo fisiologico e temporaneo, destinato a risolversi spontaneamente nell’arco di alcune settimane.

Sole, calore e stress ossidativo: le conseguenze dell’estate

La maggiore caduta autunnale può essere influenzata anche dalle sollecitazioni a cui capelli e cuoio capelluto sono stati esposti durante l’estate. I raggi ultravioletti, il calore e il contatto con il cloro possono contribuire a danneggiare la fibra capillare e a favorire fenomeni di stress ossidativo.

La produzione di radicali liberi e le alterazioni a carico del cuoio capelluto possono incidere sul benessere dei follicoli piliferi. Alcuni effetti possono manifestarsi con un certo ritardo: la caduta osservata in autunno, infatti, può essere la conseguenza di processi iniziati nei mesi estivi, anche a distanza di circa tre mesi.

È importante, tuttavia, distinguere il danno alla fibra capillare dalla caduta vera e propria: si tratta di fenomeni differenti, che possono anche coesistere.

Quando la caduta diventa eccessiva?

Perdere capelli ogni giorno è normale. In media, la caduta fisiologica viene stimata in circa 50-100 capelli quotidiani, anche se la quantità può variare da persona a persona e in base alla fase del ciclo di crescita.

 

A richiedere maggiore attenzione è soprattutto un cambiamento evidente rispetto alla propria situazione abituale. Se la caduta è particolarmente abbondante, persiste nel tempo oppure si accompagna a una progressiva perdita di volume, a ciocche che appaiono più sottili o a un cuoio capelluto sempre più visibile, è opportuno approfondire la situazione.

Anche sintomi come bruciore, arrossamento e desquamazione possono indicare la presenza di un problema del cuoio capelluto che merita una valutazione dermatologica.

La corretta haircare routine: detergere e proteggere

La cura quotidiana dei capelli parte da gesti semplici. È consigliabile utilizzare acqua tiepida e scegliere uno shampoo delicato, adatto alle caratteristiche del cuoio capelluto. I lavaggi possono essere anche quotidiani, se necessario, purché i prodotti impiegati siano adeguati e ben tollerati.

Durante l’asciugatura è preferibile impostare il phon a una temperatura moderata, mantenendolo a una distanza di almeno 20 centimetri dalla chioma, per limitare i danni dovuti al calore. Anche il momento della spazzolatura richiede delicatezza, soprattutto quando i capelli sono bagnati e più vulnerabili alla rottura.

È utile, inoltre, proteggerli dall’esposizione solare e dagli agenti esterni, evitare acconciature eccessivamente strette e limitare i trattamenti chimici aggressivi, come permanenti e stirature, soprattutto se la fibra capillare è già indebolita.

Lozioni rinforzanti: quali ingredienti cercare?

Le lozioni per capelli possono essere utili, ma è importante distinguere i prodotti cosmetici destinati al benessere della chioma dai trattamenti specifici per le patologie che provocano la caduta.

Le formulazioni rinforzanti possono contenere ingredienti selezionati per sostenere la qualità della fibra capillare e le condizioni del cuoio capelluto. Tra questi figurano alcuni oligoelementi, come zinco, magnesio, ferro e rame, vitamine del gruppo B e vitamine C ed E, oltre ad aminoacidi solforati come cisteina e metionina. L’acido ialuronico viene utilizzato soprattutto per le sue proprietà idratanti.

Negli ultimi anni sono state proposte anche formulazioni contenenti complessi a base di esosomi, presentati come ingredienti innovativi nell’ambito della ricerca tricologica. Per questi prodotti, tuttavia, le prove di efficacia clinica e il ruolo nel trattamento della caduta dei capelli devono essere valutati con attenzione: la presenza di un ingrediente innovativo non garantisce, da sola, un risultato dimostrato.

La scelta della lozione dovrebbe quindi tenere conto delle caratteristiche del cuoio capelluto e della causa dell'eventuale caduta, evitando di considerare tutti i prodotti anticaduta equivalenti.

A tavola, la salute dei capelli comincia dall’equilibrio

 

L’alimentazione contribuisce al benessere dei capelli. Un modello alimentare equilibrato, come quello della dieta mediterranea, permette di introdurre i nutrienti necessari per sostenere i normali processi di crescita e rinnovamento.

Frutta, verdura, legumi e cereali integrali forniscono vitamine e minerali, mentre un adeguato apporto di proteine è importante per la struttura del capello. Anche il ferro e lo zinco svolgono funzioni essenziali: eventuali carenze possono contribuire ad alterare il ciclo di crescita e favorire una caduta anomala.

Più che puntare su singoli alimenti considerati miracolosi, è importante seguire un'alimentazione varia e completa, capace di rispondere alle esigenze nutrizionali individuali.

Massaggio del cuoio capelluto: un gesto utile, ma non una cura

Massaggiare delicatamente il cuoio capelluto con i polpastrelli può essere un gesto piacevole da inserire nella propria routine di cura. Il massaggio può favorire il benessere locale, ma non deve essere considerato una terapia in grado, da sola, di arrestare la caduta o garantire la ricrescita.

L'impiego di spazzole specifiche richiede particolare attenzione per evitare trazioni eccessive o irritazioni. Se si stanno seguendo trattamenti dermatologici, è inoltre opportuno chiedere allo specialista se e come associare il massaggio alla terapia prescritta.

Integratori anticaduta: quando servono davvero?

In autunno aumenta spesso l'interesse per gli integratori destinati a rinforzare i capelli. Ne esistono diverse formulazioni: prodotti multivitaminici, preparati contenenti vitamine del gruppo B, ferro, zinco e selenio, oppure integratori a base di proteine e aminoacidi, come cisteina, lisina e metionina. Alcuni contengono anche cheratina idrolizzata, collagene o estratti vegetali, tra cui miglio, equiseto e ortica.

La scelta, tuttavia, non dovrebbe essere dettata soltanto dalla stagionalità. Gli integratori possono essere utili quando esiste una carenza nutrizionale documentata o quando lo specialista individua una specifica indicazione al loro impiego. In questi casi, la formulazione va scelta in funzione delle necessità individuali.

Assumere indiscriminatamente più prodotti non garantisce benefici aggiuntivi e può essere inappropriato, soprattutto quando si assumono già altri integratori o farmaci. In presenza di una caduta persistente, è preferibile individuarne prima la causa.

Visita tricologica: come si svolge e a cosa serve

 

Quando la caduta supera la norma, persiste per più di un paio di mesi o si accompagna a un diradamento visibile, è consigliabile rivolgersi al dermatologo. Una valutazione specialistica è particolarmente importante anche in presenza di alterazioni del cuoio capelluto, cambiamenti significativi nella qualità dei capelli o familiarità per alcune forme di calvizie.

La visita tricologica inizia con un colloquio per raccogliere informazioni sulla storia clinica, sullo stato di salute generale, sulle abitudini e sull'eventuale familiarità per patologie dei capelli. Segue l'esame clinico della chioma e del cuoio capelluto, che può essere completato dalla tricoscopia, un'indagine non invasiva che consente di osservare più da vicino le caratteristiche dei follicoli e dei fusti.

 

Se necessario, il dermatologo può prescrivere esami di laboratorio per individuare eventuali carenze o altre condizioni che contribuiscono alla caduta. Sulla base dei risultati viene definito il percorso terapeutico più appropriato.

I trattamenti ambulatoriali per stimolare il follicolo

In alcuni casi, alla terapia da seguire a domicilio possono essere associati trattamenti ambulatoriali, scelti in base alla diagnosi e alle caratteristiche del paziente.

Tra le procedure proposte in ambito tricologico rientrano alcuni trattamenti di biostimolazione del cuoio capelluto, che possono prevedere l'impiego di specifiche sostanze attraverso infiltrazioni. Altre metodiche, come quelle indicate con il nome commerciale Tricopat, vengono proposte per migliorare le condizioni del cuoio capelluto e la qualità dei capelli.

 

È importante ricordare che le procedure disponibili non sono tutte equivalenti e che le prove scientifiche sulla loro efficacia possono variare. La scelta deve quindi essere affidata al dermatologo, che valuterà indicazioni, benefici attesi, limiti e possibili rischi.

L'obiettivo non è soltanto contrastare la caduta, ma soprattutto individuarne la causa e intervenire in modo mirato, preservando la salute del cuoio capelluto e la qualità della chioma nel tempo.