
Cannabis, social media, gaming: così le dipendenze intaccano l'autocontrollo degli adolescenti
Uno studente su quattro dichiara di aver usato almeno una sostanza illegale: l'impatto sullo sviluppo cerebrale mina il controllo inibitorio sulle pulsioni

(Magnific)
Nel 2025, quasi 350mila studenti under 18, in Italia, hanno riferito di aver utilizzato almeno una sostanza illegale nel corso dell’anno. Si tratta del 23% della popolazione scolastica minorenne, quasi uno su quattro.
Cannabis e cocaina sono le più usate, ma cresce la diffusione delle cosiddette nuove sostanze psicoattive, in particolare cannabinoidi sintetici e nuovi oppioidi. Quasi 180mila minorenni, l'11%, hanno fatto uso contemporaneamente di sostanze e di psicofarmaci assunti senza prescrizione medica, con prevalenza quasi doppia tra le ragazze.
Studi sulle acque reflue urbane, condotte nel 2025 in 38 città italiane, indicano che la cannabis è la prima sostanza psicoattiva illegale più consumata, con 51 dosi al giorno per 1000 abitanti; la seconda è la cocaina, con 11 dosi al giorno per 1000 abitanti. Dato confermato dall’analisi del particolato atmosferico PM10 che evidenzia come la cocaina sia la sostanza più frequentemente rilevata nell’aerosol urbano, con concentrazioni generalmente più elevate nei giorni feriali. Cocaina che, da sola, è responsabile del 33% dei decessi e del 32% dei ricoveri ospedalieri correlati al consumo di sostanze stupefacenti.
Quasi 500mila studenti minorenni (31%) hanno fumato tabacco nel corso del 2025; circa 380mila studenti under 18, pari a un quarto della popolazione scolastica minorenne, riferisce almeno un episodio di ubriacatura nel corso dell’anno, con una maggiore diffusione tra le ragazze.
Ci sono poi le nuove dipendenze. Circa 15mila studenti tra gli 11 e i 13 anni presentano comportamenti riconducibili alla social media addiction, la dipendenza dai social media, e 111mila risultano a rischio di Internet gaming disorder (disturbo da gioco su Internet).
L’11% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni dichiara di aver giocato almeno una volta negli ultimi 12 mesi. Si stima che oltre 87 mila studenti di età compresa tra gli 11 e i 13 anni siano coinvolti in comportamenti di gioco d’azzardo.
Vulnerabilità neurobiologica e sviluppo cerebrale
Il cervello dell’adolescente è un organo in riconfigurazione strutturale e funzionale. Il processo biologico cardine di questa fase è la maturazione asincrona delle diverse aree cerebrali.
Mentre le strutture deputate all'elaborazione delle emozioni, degli impulsi e del circuito della ricompensa completano il loro sviluppo precocemente sotto la spinta degli ormoni puberali, la corteccia prefrontale, responsabile delle funzioni esecutive, della pianificazione a lungo termine, dell'autocontrollo e della valutazione del rischio, non raggiunge la piena maturazione strutturale prima dei 22-25 anni. Questo sbilanciamento crea una “finestra di vulnerabilità” in cui convivono la ricerca spasmodica della gratificazione immediata e un debole controllo inibitorio sulle pulsioni.
La tossicodipendenza in età adolescenziale non è mai un evento isolato, bensì il risultato di un'interazione multifattoriale: i figli di genitori affetti da disturbo da uso di sostanze mostrano un rischio da due a tre volte maggiore di sviluppare tossicodipendenze premature; l'uso della sostanza è passato dall'essere un atto di trasgressione collettiva a uno strumento individuale di regolazione psicologica e performance, per “autocurare” sintomi d'ansia, depressione o senso di vuoto esistenziale generato dall'iper-connessione e dall'isolamento sociale.
Impatto clinico e sociale
L'assunzione di sostanze tossiche in un organismo in crescita determina complicanze sistemiche a lungo termine. A livello neurologico, si registra una riduzione persistente del volume della materia grigia nella corteccia prefrontale e alterazioni strutturali dell'ippocampo, che si traducono in deficit cognitivi cronici, perdita della memoria e ridotta capacità di problem solving (trovare le soluzioni per superare un ostacolo e raggiungere l’obiettivo).
Sotto il profilo psicologico, la tossicodipendenza arresta lo sviluppo emotivo dell'adolescente e impedisce l'acquisizione delle strategie necessarie per affrontare i fallimenti e le frustrazioni della vita quotidiana. Ciò può determinare abbandono precoce degli studi, rottura delle relazioni sane, fenomeni di microcriminalità e prostituzione minorile.
Il costo sociale ricade pesantemente sui sistemi sanitari nazionali: la spesa per i trattamenti di disintossicazione a lungo termine, unita alla perdita di produttività futura di una generazione compromessa, rappresenta un onere economico critico per lo Stato.
Prevenzione e terapia
Il contrasto alle dipendenze giovanili richiede un approccio integrato, superando i vecchi paradigmi puramente repressivi o basati sul terrorismo psicologico, rivelatisi storicamente inefficaci. Oggi la prevenzione primaria sfrutta gli stessi canali utilizzati dal mercato delle sostanze: il digitale.
Campagne di prevenzione interattive basate sulla formazione e sull'uso di intelligenza artificiale per l'identificazione precoce dei segnali di disagio sui social media si affiancano ai programmi scolastici standard.
La prevenzione efficace non si focalizza più sul divieto della sostanza, ma sul potenziamento delle competenze emotive e relazionali dell'adolescente, insegnando a gestire lo stress, a sviluppare il pensiero critico e a resistere alle pressioni del gruppo.
Il trattamento del “disturbo da uso di sostanze” in adolescenza prevede: psicoterapia cognitivo-comportamentale, terapia familiare e terapia farmacologica di supporto, se necessaria.
La risposta delle istituzioni
Le reti assistenziali territoriali rappresentano sempre più un presidio centrale nella risposta alle dipendenze, assicurando percorsi integrati di presa in carico, cura, riabilitazione e reinserimento sociale. Nel 2025, i servizi pubblici per le dipendenze hanno avuto in carico 131.328 persone, mentre le comunità terapeutiche hanno assistito 25.644 utenti nell’ambito di percorsi residenziali e riabilitativi. Nello stesso anno, i Pronto Soccorso italiani hanno registrato 9.641 accessi per condizioni direttamente droga-correlate, in aumento del 15% rispetto all’anno precedente.
Nel 2025, le amministrazioni regionali interessate hanno attivato complessivamente 407 progetti di prevenzione e 380 progetti nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, mirati a rafforzare conoscenze, capacità relazionali e competenze utili a prevenire l’uso di sostanze.
Solo attraverso una rete sinergica che colleghi la ricerca neurobiologica, le istituzioni scolastiche, le famiglie e i servizi sanitari territoriali sarà possibile intercettare precocemente il disagio sommerso, offrendo risposte terapeutiche tempestive, scientificamente fondate e prive di stigmatizzazione morale.
Bibliografia
Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia, 2026
Volkow, ND et al. (2024). Substance use disorders in adolescents: neurobiological vulnerabilities and developmental trajectories, The Lancet Psychiatry, 2024
European Union Drugs Agency (EUDA), European Drug Report 2025: trends and developments, 2025
Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFC-CNR). Studio ESPAD Italia 2024: il consumo di sostanze psicoattive nella popolazione studentesca, 2025
National Institute on Drug Abuse (NIDA), Monitoring the Future Survey: High school and youth trends in substance abuse. NIH, U.S. Department of Health and Human Services, 2025
Società Italiana di Pediatria, Consumo precocissimo di sostanze e accessi al Pronto Soccorso: report nazionale sulle dipendenze giovanili. Quaderni di Pediatria 2025
World Health Organization, Adolescent mental health and substance abuse in the digital era: global strategies for prevention, 2025


