
Malattie cardiovascolari, le novità dall'Ue su chi deve controllarsi
Ogni anno 1,7 milioni di persone muoiono nei Paesi Ue per problemi legati al cuore, la Commissione traccia una roadmap per la prevenzione

(Magnific)
Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte e disabilità nell'Unione europea. Causano 1,7 milioni di morti ogni anno, colpendo direttamente circa 62 milioni di persone e costando all'economia circa 282 miliardi di euro, dei quali 47 miliardi di euro in perdita di produttività.
La diagnosi precoce e il monitoraggio dei fattori di rischio come l'ipertensione, l’ipercolesterolemia, il diabete e l'obesità possono aiutare a prevenire attacchi di cuore, ictus e altri problemi cardiovascolari.
Per questo la Commissione europea ha introdotto una roadmap strategica articolata. Il percorso è iniziato con la presentazione del piano europeo Safe Hearts a dicembre 2025, il cui obiettivo cardine è ridurre i decessi cardiovascolari prematuri del 25% entro il 2035.
Il 28 settembre 2026, in concomitanza con il lancio della prima settimana europea dello screening (campagna "Know Your Numbers"), la Commissione ha formalmente adottato la proposta di Raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea per uniformare e strutturare i controlli sanitari sul territorio comunitario.
La proposta
La raccomandazione invita gli Stati membri a sviluppare e attuare controlli della salute cardiovascolare a livello nazionale, basandosi su criteri clinici di stratificazione del rischio adattati ai contesti territoriali anziché su indagini diagnostiche massive e indiscriminate.
In accordo con le più recenti evidenze scientifiche e alla consulenza di esperti, fornisce concrete indicazioni in merito alla progettazione e attuazione dei controlli sanitari, sottolineando che devono essere accessibili e inclusivi, prestando particolare attenzione alle persone a più alto rischio e alle popolazioni vulnerabili.
Viene inoltre sottolineata l'importanza di garantire un accesso equo agli accertamenti. Sono suggerite campagne più ampie nonché modelli di distribuzione mobile. Ciò porterebbe lo screening direttamente ai cittadini e migliorerebbe i tassi di individuazione precoce, in particolare nelle zone rurali o scarsamente servite.
La Commissione sosterrà i test pilota e la graduale introduzione della raccomandazione proposta negli Stati membri, concentrandosi sull'identificazione delle persone a rischio prima che si sviluppino i sintomi.
La proposta si basa su dati raccolti dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Ciò comprende la relazione dell'OCSE sullo stato della salute cardiovascolare nell'Unione europea, le relazioni dell'OMS e le raccomandazioni della Società europea di cardiologia. Si basa inoltre sulla breve guida allo screening elaborata dagli Stati membri nell'ambito del loro lavoro nell'ambito dell'azione comune sulle malattie cardiovascolari e il diabete (Joint Action on Cardiovascular Diseases and Diabetes - JACARDI).
Chi deve controllarsi e quando
La lotta contro le malattie cardiovascolari riguarda tutti noi e i controlli sanitari possono salvare vite umane per persone di tutte le età. Tuttavia, alcuni gruppi affrontano un rischio più elevato a causa della loro età, storia medica o fattori di rischio esistenti.
Il framework operativo della raccomandazione prevede l'applicazione sistematica di test e valutazioni all'interno di specifiche fasce di popolazione. L'accesso ai controlli è strutturato principalmente secondo criteri anagrafici e profili di rischio individuali.
Per le persone di età inferiore ai 35 anni, la proposta raccomanda almeno un controllo dello stato di salute, comprese le misurazioni della pressione arteriosa, della glicemia e del colesterolo. Lo screening più individualizzato è suggerito dove c'è una storia familiare di malattia cardiovascolare prematura o morte cardiaca improvvisa.
Per gli adulti di età compresa tra 35 e 64 anni, i controlli sistematici sono raccomandati almeno ogni cinque anni, e potenzialmente più frequentemente a seconda dei fattori di rischio presenti. Dovrebbero includere una gamma più ampia di test. Questo gruppo dovrebbe anche essere controllato per i fattori di stile di vita, la funzione respiratoria, lo stato di salute riproduttiva, la salute mentale, la salute dei reni, l'indice di massa corporea e la circonferenza della vita o il rapporto vita-altezza, nonché la storia medica e familiare.
Per le persone di età pari o superiore a 65 anni, i controlli sono raccomandati ogni tre-cinque anni e possono includere ulteriori valutazioni della salute del cuore, come l'elettrocardiogramma.

La raccomandazione consente a ciascuno Stato membro di adattarsi in modo flessibile a seconda del contesto nazionale o regionale, compresi i modelli di malattia, le disuguaglianze sanitarie e le differenze di genere.
Il superamento delle disuguaglianze e l'equità di accesso
Un pilastro centrale della raccomandazione riguarda il contrasto alle disuguaglianze sanitarie. I sistemi di screening nazionali devono garantire l'accessibilità universale, focalizzandosi attivamente sulle popolazioni svantaggiate dal punto di vista socioeconomico e sui gruppi vulnerabili.
La proposta sottolinea l'importanza di superare le differenze di genere nella prevenzione. Evidenze recenti denotano una marcata inerzia terapeutica o diagnostica nei confronti delle donne, le quali, pur mostrando in alcuni contesti di prevenzione primaria un profilo di rischio biologico favorevole rispetto agli uomini, ricevono talvolta meno prescrizioni farmacologiche preventive a parità di parametri clinici alterati. I nuovi programmi nazionali dovranno essere realizzati capillarmente sul territorio proprio per intercettare e neutralizzare questi gap assistenziali.
Innovazione tecnologica e integrazione sanitaria
La proposta mette in evidenza il potenziale delle tecnologie digitali e dei dati sanitari per migliorare le valutazioni dei rischi, i controlli sanitari e il trattamento di follow-up, nonché per approcci preventivi personalizzati.
Viene promosso l'utilizzo di strumenti diagnostici avanzati basati sull'intelligenza artificiale (IA) e modelli predittivi in grado di raffinare la stima del rischio in medicina generale, da utilizzare comunque su dati concreti, con un adeguato controllo umano e in linea con il diritto dell'Unione europea.
Inoltre, per massimizzare l'efficacia preventiva, si sollecitano gli Stati membri a integrare la consulenza cardiovascolare con una profilassi vaccinale personalizzata, raccomandando, ad esempio, le vaccinazioni contro le infezioni respiratorie (quali influenza e pneumococco) note per agire come trigger di eventi acuti nei soggetti cardiopatici stabili.
Implicazioni clinico-organizzative
L'implementazione delle linee guida del piano Safe Hearts richiede riforme strutturali e investimenti finanziari dedicati nei singoli piani sanitari nazionali. Nazioni come l'Italia, ad esempio, non dispongono attualmente di un sistema di screening cardiovascolare istituzionalizzato e uniforme sul territorio per la misurazione di pressione arteriosa, colesterolo e glicemia.
Il passaggio da una medicina "d'attesa" (che interviene solo dopo la manifestazione sintomatica o l'evento acuto) a una medicina preventiva sistematica potrebbe consentire di intercettare precocemente le patologie collegate, riducendo l'incidenza di ictus e infarti del miocardio.
Studi clinici e simulazioni farmaco-economiche recenti confermano che un'estensione dei controlli e l'allineamento terapeutico tempestivo ai target raccomandati dalle linee guida internazionali non solo migliorano la salute della popolazione, ma generano sul lungo periodo consistenti risparmi netti per le casse dello Stato, ammortizzando ampiamente l'incremento iniziale della diagnostica e della spesa farmaceutica.
Bibliografia
Commissione dell’Unione europea, Safe Hearts Plan, 16 dicembre 2025
Commissione dell’Unione europea, Proposta di raccomandazione del Consiglio relativa ai controlli della salute cardiovascolare: un approccio dell'UE all'individuazione precoce e allo screening, 28 settembre 2026
Commissione dell’Unione europea, Allegato alla Proposta di raccomandazione del Consiglio relativa ai controlli della salute cardiovascolare: un approccio dell'UE all'individuazione precoce e allo screening, 28 settembre 2026
Commissione dell’Unione europea, Domande e risposta sulla Proposta di raccomandazione del Consiglio relativa ai controlli della salute cardiovascolare: un approccio dell'UE all'individuazione precoce e allo screening, 28 settembre 2026


