
Tumore al seno, Bra Day: il 92% delle ricostruzioni avviene durante l'intervento oncologico
Specialisti a confronto sulle possibilità della chirurgia. De Lorenzi (Ieo): "Ripristinare volume e forma del seno e preservarne la sensibilità"

Immagine generata con AI su prompt originale SAE Salute
In Italia l'Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) ha contato oltre 53mila nuove diagnosi di tumore della mammella nel 2024 (ultimo dato disponibile). Oggi, quando è necessaria una mastectomia, ricostruire il seno può essere possibile già durante l'intervento di chirurgia oncologica, evitando così una seconda operazione. Secondo il Registro nazionale degli impianti Protesici Mammari, tra agosto 2023 e dicembre 2025 sono stati registrati oltre 27mila interventi ricostruttivi con protesi dopo tumore al seno. Nel 92% dei casi l'impianto è avvenuto contestualmente all'intervento oncologico (il dato riguarda gli interventi ricostruttivi post-oncologici con protesi, non la totalità delle donne operate per tumore al seno).
Dalla ricostruzione immediata al recupero della sensibilità del seno, oggi il percorso di cura delle pazienti è più umanizzato. Insomma, “Ritornare prima come prima” si può. Ed è questo il messaggio del Bra Day 2026, la giornata per la consapevolezza della ricostruzione mammaria, che racconta i progressi della chirurgia e i diritti delle pazienti, per ritrovare benessere e qualità di vita dopo un tumore al seno, promossa dalla Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva-rigenerativa ed estetica (Sicpre) e dall'Istituto europeo di oncologia (Ieo). L'appuntamento è il 21 ottobre alle ore 17, negli spazi di Kpmg a Milano o in diretta streaming sulla pagina Facebook dello Ieo.
Ricostruire anche la sensibilità
«Con la microchirurgia è possibile ripristinare non solo il volume e la forma del seno, ma anche preservarne la sensibilità», spiega Francesca De Lorenzi, coordinatrice del Bra Day Sicpre e direttrice dell'Unità di Innovazione, Sviluppo e Organizzazione dello Ieo.
Attraverso tecniche di neurotizzazione, che prevedono il collegamento di nervi periferici, si cerca oggi di favorire il recupero sensitivo, senza ancora poterlo garantire in ogni caso. Anche la chirurgia che interveniva sui linfonodi ascellari, rimuovendoli tutti, è diventata più conservativa: quando appropriato, limitare gli interventi sui linfonodi può ridurre il rischio di linfedema, il gonfiore del braccio provocato da un alterato drenaggio della linfa.
Bra Day: informare per scegliere
«Il primo scopo del Bra Day è quello di informare e rassicurare le donne», sottolinea Pietro Berrino, presidente Sicpre. Le possibilità comprendono protesi, espansori, innesti di grasso e ricostruzioni con tessuti della paziente stessa. La tecnica viene scelta individualmente, considerando caratteristiche del tumore, trattamenti previsti e preferenze della donna e in Italia la ricostruzione mammaria dopo tumore è a carico del Servizio sanitario nazionale.
Specialisti, associazioni e pazienti si confronteranno sulle possibilità di ricostruzione, che oggi va oltre il recuperare la forma del seno, ma significa favorire il rapporto con il proprio corpo e la qualità della vita.
«Il vantaggio più grande è permettere alla donna di essere presente in famiglia, sul lavoro, nella vita, con una minore sofferenza dopo la malattia al di là del cancro», spiega De Lorenzi,.
Bibliografia
Sicpre, Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica; Ieo, Istituto Europeo di Oncologia, Bra Day 2026, “Ritornare prima come prima”: meno sofferenza nella vita dopo il tumore del seno, Comunicato stampa, 13 ottobre 2026.
Ministero della Salute, Registro Nazionale degli Impianti Protesici Mammari, periodo 1° agosto 2023 - 31 dicembre 2025
Aiom, I numeri del cancro in Italia 2025 (dati 2024)



