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Cure oncologiche e sole: come proteggersi e quando evitare

(Foto @Magnific)
“Sto facendo cure oncologiche, non posso assolutamente prendere il sole”. Quanto c’è di vero in questa affermazione? La necessità di limitare l’esposizione solare durante le cure oncologiche dipende dalla terapia e dai suoi effetti collaterali.
Alcuni farmaci antitumorali possono aumentare la fotosensibilità, poiché si accumulano nella pelle e assorbono energia dai raggi UV, innescando reazioni che possono danneggiare le cellule cutanee. Anche la barriera cutanea può essere messa alla prova: alcune terapie oncologiche mirate possono renderla più fragile, secca e infiammata. La radioterapia, inoltre, provoca un danno localizzato ai tessuti trattati; di conseguenza, la cute irradiata può diventare più sottile e sensibile. Molti trattamenti antitumorali possono anche rallentare i processi di riparazione della pelle interferendo con la proliferazione cellulare, meccanismo fondamentale per il rinnovamento dei tessuti.
Il risultato è una maggiore vulnerabilità ai raggi UV, con maggiore rischio di ustioni e alterazioni della pigmentazione. Tuttavia, non esiste una regola valida per tutti i pazienti e per tutte le terapie. Inoltre, il sole svolge un ruolo importante nella produzione di vitamina D. Questo non significa che sia opportuno esporsi senza precauzioni, ma che le indicazioni vanno sempre personalizzate e concordate con l’oncologo.
Per chi sta seguendo trattamenti che aumentano la sensibilità cutanea, è consigliabile evitare le ore centrali della giornata, utilizzare una protezione solare SPF 50+ e indossare indumenti protettivi, coprendo le aree eventualmente sottoposte a radioterapia. Il sole, quindi, non è necessariamente proibito durante le cure contro il cancro, ma richiede una protezione della pelle adeguata al trattamento e alle caratteristiche del paziente.
Bibliografia:
[1] Cancer Research UK. (2024) Skin and nail changes. [Online]. Londra.
