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Infertilità, il peso di uno stereotipo: perché non riguarda solo le donne

L'età "limite", le cattive abitudini, lo stato di salute, le visita da fare prima del concepimento: il punto nella Giornata nazionale dedicata alla salute riproduttiva

Claudia Orlanno (biologa editorialista)

(Magnific)

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Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità circa una persona su sei sperimenta infertilità nel corso della propria vita, condizione che interessa uomini e donne in misura comparabile. Nonostante questo, la salute riproduttiva viene ancora considerata un problema prevalentemente femminile. Questa è una concezione legata a stereotipi culturali radicati nel tempo, che hanno attribuito alle donne la principale responsabilità del concepimento. Oggi bisogna comprendere che la fertilità dipende da entrambi i partner e che anche le difficoltà riproduttive possono riguardare sia l’uomo che la donna.

Perché la fertilità può diminuire? 

La fertilità non rimane costante per tutta la vita. Nelle donne il numero e la qualità degli ovociti diminuiscono fisiologicamente con l’età, soprattutto dopo i 35 anni, rendendo più difficile il concepimento e aumentando il rischio di aborto spontaneo.

Anche nell’uomo la fertilità tende a ridursi con il passare degli anni. Sebbene la produzione di spermatozoi continui per tutta la vita, con l’età possono essere inficiati alcuni fattori come la qualità del liquido seminale, la motilità e l’integrità del DNA degli spermatozoi. 

L’età, tuttavia, è solo uno dei fattori coinvolti. Lo stile di vita e alcune condizioni di salute possono influenzare la fertilità in entrambi i sessi. 

Altre cause dell’infertilità 

Tra le cause più frequenti nella donna troviamo disturbi dell’ovulazione, come la sindrome dell’ovaio policistico, l’endometriosi, le alterazioni delle tube di Falloppio, alcune patologie dell’utero e disturbi ormonali.

Nell’uomo, invece, le difficoltà riproduttive possono dipendere da una ridotta produzione di spermatozoi, da alterazioni della forma o della motilità, da ostruzioni delle vie seminali o da squilibri ormonali.

I fattori che stanno contribuendo all’aumento del problema 

Negli ultimi decenni diversi cambiamenti sociali e ambientali hanno contribuito ad aumentare il numero di coppie che incontrano difficoltà nel concepimento. Uno dei fattori principali è il progressivo rinvio della ricerca di una gravidanza. Oggi molte persone scelgono di avere un figlio in età più avanzata rispetto al passato, quando la fertilità biologica è già in fisiologica diminuzione.

Anche alcune abitudini possono influire negativamente sulla salute riproduttiva. Fumo di sigaretta, consumo eccessivo di alcol, obesità e sedentarietà sono associati a una riduzione della fertilità sia maschile che femminile. A questi si aggiungono anche alcune patologie croniche, l’esposizione a sostanze inquinanti e trattamenti farmacologici che possono compromettere la qualità degli ovociti e degli spermatozoi.

Il ruolo delle IST 

Anche alcune infezioni sessualmente trasmesse possono ridurre la fertilità se non diagnosticate e trattate tempestivamente. Clamidia e gonorrea, ad esempio, possono decorrere senza sintomi ma provocare infiammazioni dell’apparato riproduttivo che danneggiano alcune strutture e aumentano il rischio di infertilità, sia nel maschio che nella femmina.

La salute preconcezionale riguarda entrambi 

La fertilità non dipende esclusivamente da ciò che accade nel momento in cui si cerca una gravidanza, ma anche dalle abitudini adottate negli anni precedenti.

Per questo motivo, è consigliabile programmare una visita preconcezionale quando si desidera avere un figlio. Smettere di fumare, mantenere un peso adeguato, seguire un’alimentazione equilibrata, praticare regolarmente attività fisica, limitare il consumo di alcol e trattare eventuali patologie rappresentano interventi che possono contribuire a migliorare la salute riproduttiva.

La salute riproduttiva non riguarda solo le donne. Il concepimento è il risultato del contributo di entrambi i partner e, per questo, anche le difficoltà nel raggiungere una gravidanza possono dipendere da fattori maschili, femminili o da una combinazione di entrambi. 

Bibliografia

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  • Centers for Disease Control and Prevention (CDC). (2021) Sexually Transmitted Infections Treatment Guidelines, 2021. MMWR Recommendations and Reports, 70(4), 1–187. [Online]. Atlanta, GA: U.S. Department of Health and Human Services. [Disponibile su: https://www.cdc.gov/std/treatment-guidelines/STI-Guidelines-2021.pdf] [Consultato il: 29 luglio 2026]