La Stampa
Il Tirreno
La Nuova Sardegna
Gazzetta di Reggio
Gazzetta di Modena
La Nuova Ferrara
La Provinca Pavese
Abruzzo Daily
Mamme Magazine
Erasmag
Prevenzione

“La Dengue non è più un rischio episodico”: l'allarme di Isi Foundation Torino

La zanzare sono favorite dal cambio del clima. In Piemonte si è passati da 7 casi nel 2022 a 23 nel 2026

“La Dengue non è più un rischio episodico”: l'allarme di Isi Foundation Torino

di Alessandro Mondo

Non solo West Nile Virus. ISI Foundation Torino avverte: a causa del cambiamento climatico, che favorisce l’insediamento delle zanzare, la Dengue non può più essere considerata solo un virus che colpisce chi viaggia in alcune parti del mondo ma si radica in Europa e in Italia.

Il Piemonte, evidentemente, non fa eccezione: 7 casi nel 2022, 28 nel 2023, 44 nel 2024, 17 nel 2025, 23 nel 2026. Tutti di importazione, per fortuna. Parecchi quelli autoctoni nel resto del Paese, invece. Come spiegano dal Seremi, Servizio regionale di epidemiologia ambientale, le zanzare sono diventate un vettore efficiente nella trasmissione dell'infezione: i cambiamenti climatici ne favoriscono la presenza stabile sul territorio, mentre la mobilità internazionale facilita l'importazione del virus. Queste condizioni hanno fatto sì che negli ultimi anni si iniziasse ad avere casi autoctoni in Italia e non solo importati nei viaggiatori di rientro da aree endemiche.

Secondo uno studio coordinato da ISI Foundation, la consapevolezza sul virus e sulla sua trasmissibilità da parte dei cittadini è alta. A preoccupare i ricercatori sono la scarsa informazione, e soprattutto la bassa percezione del rischio di contagio. Ecco perchè occorre aumentare la «sorveglianza partecipativa». In sintesi: cittadini che segnalano online il proprio stato di salute e i loro comportamenti al riguardo, un modo per misurare rapidamente cosa le persone conoscono, temono e agiscono di fronte a una minaccia emergente, prima che diventi una vera e propria emergenza.

La ricerca, coordinata da ISI Foudation con Sorbonne Université e Inserm di Parigi, in collaborazione con Queen Mary University a Londra e Aix-Marseille Université a Marsiglia, ha coinvolto 2.904 volontari (404 in Italia e 2.500 in Francia) durante la stagione delle zanzare 2024. La consapevolezza rispetto alla Dengue appare alta ma le conoscenze risultano piuttosto frammentarie: oltre il 91% dei partecipanti ha la piena consapevolezza del rischio, solo il 14,6% però ha cercato volontariamente informazioni in merito. Quanto al vaccino, il 54,6% accetterebbe un vaccino, se offerto (lo 0,4% lo ha già ricevuto), il motivo di rifiuto più comune è sentirsi poco a rischio.

Leggi l'articolo su La Stampa