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Ospedali inquinanti, Sommella (Gemelli): "Le 18 azioni da fare"

Paradosso sanità, il 5% delle emissioni di CO2 proviene dal settore che deve curare: nasce il documento per ridurre rifiuti e gas (anche anestetici) nemici dell'ambiente

Daniela de Feo

(Magnific)

(Magnific)

Il 5% delle emissioni di CO2 proviene dal settore sanitario. Energia e acqua, farmaci, gas, dispositivi e materiali monouso, rifiuti, ma anche migliaia di spostamenti al giorno di personale, pazienti e familiari: gli ospedali non sono soltanto luoghi di cura, sono anche strutture complesse che funzionano 24 ore su 24.

«Sono delle piccole città», li definisce Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti del Comune di Roma. «E come tutte le città consumano energia, consumano acqua, producono rifiuti, hanno il ciclo di vita delle città».

Si arriva così all’apparente paradosso che la sanità, che ha la missione di proteggere la salute, per farlo utilizza una così grande quantità di risorse che incide sull’ambiente con un impatto finale sulla salute delle persone.

Per ridurre questo impatto, e utilizzare meglio risorse ed energia, il Gruppo di Lavoro di B-Sanità R.O.S.A., Rete italiana Ospedali per la Sostenibilità Ambientale ha elaborato il primo toolkit per la sostenibilità ambientale degli ospedali italiani.

Il documento è stato presentato a Roma il 15 ottobre in occasione di “Welfair – la Fiera del fare sanità”.

Le 18 buone pratiche

Il lavoro nasce da circa un anno di confronto tra le edizioni 2025 e 2026 di Welfair e raccoglie esperienze maturate in realtà come Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Istituto Europeo di Oncologia, Humanitas, Ospedale Galeazzi e Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico.

Il documento raccoglie 18 buone pratiche già sperimentate in queste strutture e considerate replicabili nel resto del Servizio sanitario: consumo e gestione dell’energia; riduzione e corretta gestione dei rifiuti; impiego dei gas anestetici; consumo di acqua; utilizzo di plastica e materiali monouso; gestione del cibo; mobilità sostenibile; strumenti di governance e monitoraggio.

Non si tratta di aggiungere un nuovo adempimento burocratico alla sanità. L’idea è opposta: ridurre gli sprechi può significare anche ridurre costi evitabili, utilizzare meglio le risorse e rendere più efficienti i processi. Insomma, trasformare la sostenibilità da dichiarazione di principio a strumento di gestione quotidiana.

«Non deve esistere una dicotomia tra la sostenibilità economica e quella ambientale», spiega Lorenzo Sommella, direttore sanitario e Green Ambassador della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. La gestione quotidiana degli ospedali, secondo Sommella, deve includere anche la capacità di ottimizzare i consumi energetici, ridurre la produzione di rifiuti, limitare l’uso della plastica e ripensare alcuni percorsi clinici e organizzativi.

Un momento della presentazione del documento per la sostenibilità ambientale degli ospedali italiani, Roma, Welfair, 15 ottobre 2026

Che cosa significa “less is better”

Uno dei principi richiamati da Sommella è il modello “less is better”, “meno è meglio”, che non significa offrire meno cure, bensì evitare ciò che non aggiunge valore clinico: prestazioni inappropriate, consumi non necessari, duplicazioni, sprechi di materiali e processi organizzativi inefficienti.

In sanità, quindi, sostenibilità ambientale e appropriatezza possono incontrarsi e, se una procedura non necessaria viene evitata, si riducono contemporaneamente rischi per il paziente, uso di risorse, produzione di rifiuti e consumi energetici. È così che la sostenibilità diventa anche una questione di qualità delle cure.

Gas anestetici, plastica e rifiuti: dove un ospedale può intervenire

Alcuni degli ambiti individuati dal toolkit sono meno visibili al cittadino, ma possono avere un peso rilevante. È il caso dei gas anestetici, che fanno parte dell’attività indispensabile delle sale operatorie. La loro gestione può essere ottimizzata attraverso scelte tecnologiche, protocolli e sistemi organizzativi più efficienti.

Lo stesso vale per i materiali monouso. La necessità di garantire sterilità e sicurezza non può essere messa in discussione, ma questo non significa che ogni utilizzo di plastica sia inevitabile o che non sia possibile intervenire sulla scelta dei prodotti, sugli imballaggi e sulla corretta separazione dei rifiuti.

La sostenibilità sanitaria, quindi, non consiste nel “togliere” strumenti alla cura, ma nel chiedersi continuamente quali risorse sono realmente necessarie, quali possono essere utilizzate meglio e dove è possibile evitare uno spreco senza compromettere sicurezza e qualità?

One Health: salute delle persone e ambiente non sono separati

Alla presentazione a Welfair l’assessora Alfonsi ha collocato l’iniziativa all’interno della prospettiva One Health, “una sola salute”, l’approccio integrato e olistico che riconosce che la salute degli esseri umani, degli animali e degli ecosistemi è strettamente connessa e interdipendente. «La sanità non può non parlare alla sostenibilità, alla prevenzione e alla salute in un progetto di One Health», ha spiegato Alfonsi.

Il concetto è particolarmente importante perché la salute umana non può essere considerata indipendente dall’ambiente nel quale viviamo. Inquinamento, qualità dell’aria, cambiamenti climatici, gestione delle risorse e produzione dei rifiuti possono influire direttamente e indirettamente sulla salute. Per questo una struttura sanitaria che cura le persone è chiamata anche a interrogarsi sull’impronta ambientale prodotta dalla propria attività.

Oltre ad elencare i comportamenti sostenibili, la novità del documento sta nel mettere in comune esperienze già realizzate, trasformandole in pratiche che possano essere adattate anche da altri ospedali. Un grande policlinico universitario e un ospedale di dimensioni più contenute non hanno infatti gli stessi consumi, gli stessi edifici o la stessa organizzazione. Per questo il passaggio decisivo sarà capire quali interventi siano misurabili, economicamente sostenibili e trasferibili tra realtà differenti.

Infografica originale Sae Salute elaborata con AI, su contenuti presentati a Welfair - La fiera del fare Sanità. Gruppo di lavoro B-Sanità R.O.S.A., coordinamento professor Sommella

Bibliografia

Welfair, La fiera del fare Sanità, Da Welfair il primo toolkit per la sostenibilità ambientale degli ospedali italiani, Roma 14-16 ottobre, 2026

Presentazione del toolkit elaborato dal Gruppo di lavoro B-Sanità R.O.S.A. – Rete italiana Ospedali per la Sostenibilità Ambientale, coordinato dal prof. Lorenzo Sommella, comunicato stampa, ottobre 2026