
Cibo sano troppo caro: perché la povertà aumenta il rischio di obesità
Giornata Mondiale dell’Alimentazione, la Fao punta sull’innovazione per garantire l’accesso a una dieta di qualità. Rossi (ISS): "Una sana alimentazione non può dipendere dal reddito"

(Magnific)
Poveri, da non potersi permettere cibo di qualità, e “dunque” in sovrappeso, se non addirittura obesi. Nel mondo 2,6 miliardi di persone non possono permettersi cibo nutriente. Eppure, non necessariamente finiscono sottopeso. Quando i soldi scarseggiano, si tende a scegliere gli alimenti più economici, spesso ricchi di zuccheri, grassi e amidi raffinati, e poveri di frutta, verdura, legumi e proteine di qualità. Gli alimenti sani costano e, nelle famiglie a basso reddito, il risultato di questa distorsione può sfociare anche nell’obesità.
Quello che sembra un controsenso è invece un fenomeno ben documentato, e la Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, lo ha inserito tra le criticità che invocano un’azione mirata, in occasione della Giornata Mondiale dell’alimentazione, che cade il 16 ottobre, quest’anno dedicata al tema “Innovare oggi. Nutrire domani”.
“Oggi assistiamo a un paradosso: mentre la malnutrizione da carenza continua a colpire milioni di persone, l'obesità ha raggiunto dimensioni epidemiche e, a livello globale, interessa ormai più persone del sottopeso”, spiega a SAE Salute Laura Rossi, direttrice del Reparto Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità.
“L'obesità – prosegue Rossi – non è soltanto una questione di scelte individuali: è anche il risultato delle condizioni economiche, sociali e ambientali in cui viviamo. Nei Paesi ad alto reddito, tra cui l'Italia, l'eccesso ponderale e l'obesità colpiscono maggiormente i gruppi socialmente svantaggiati, contribuendo e ampliando le disuguaglianze di salute”.
Cibo sufficiente, fame persistente: un paradosso
Il problema, insomma, non è (più) quanto cibo si produce, ma da dove si trova, a quale prezzo, in quale qualità e chi ha il potere di accedervi.
Quando tutte le persone hanno in ogni momento accesso fisico, sociale ed economico a cibo sufficiente, sicuro e nutriente siamo di fronte a una situazione di “sicurezza alimentare”. Si definiscono invece “insicurezza alimentare” le situazioni in cui questa condizione manca, in forma lieve, moderata o grave.
Studi sull’insicurezza alimentare negli adulti, anche in Paesi ad alto reddito, la associano a diabete, ipertensione e altre malattie croniche. Il rischio può nascere anche dalla gestione della malattia: chi deve scegliere tra cibo, farmaci e bollette tende a rinunciare alle cure.
Cibo di scarsa qualità più pericoloso del tabacco
Le diete di scarsa qualità sono oggi tra i principali fattori di rischio di morte a livello mondiale. Il Global Burden of Disease, il Carico Globale di Malattia, che è il più grande studio epidemiologico osservazionale e programma di ricerca al mondo sullo stato di salute della popolazione, stima che il consumo insufficiente di cereali integrali, frutta e legumi e l’eccesso di sodio pesino sulla mortalità più del tabacco in diverse aree geografiche.
Una revisione sistematica pubblicata sul British Medical Journal ha, inoltre, collegato un’elevata esposizione ad alimenti ultra-processati a un maggior rischio di esiti sfavorevoli, in particolare cardiometabolici e di salute mentale.
E, dunque, cosa dobbiamo evitare che finisca nel piatto? Sicuramente alimenti ultra-processati, zuccheri raffinati e grassi saturi, che sono tra le cause principali delle malattie cardiovascolari, del diabete di tipo 2 e di diverse neoplasie. Cosa, invece, non deve mancare a tavola? Alimenti di origine vegetale minimamente lavorati, come ad esempio cereali integrali, legumi, frutta, verdura e frutta a guscio, che agiscono come un potente fattore protettivo.
Salute mentale e benessere psicologico
Non sapere “se e quando mangerò” produce anche un’altra conseguenza: lo stress cronico. Un’analisi su 149 Paesi ha trovato una chiara associazione tra insicurezza alimentare e peggiore salute mentale e una meta-analisi conferma il legame con depressione, ansia e stress.
Gli effetti sociali sono altrettanto concreti. Influiscono ad esempio sull’apprendimento, poiché un bambino che ha fame fa più fatica a concentrarsi e rischia di abbandonare gli studi; sul lavoro e sul reddito, dato che la malnutrizione riduce la produttività e riproduce la povertà da una generazione all’altra; sulle relazioni e sulla dignità, dal momento in cui non poter offrire un pasto, o doverne saltare uno, genera vergogna e isolamento. Le donne e le ragazze sono spesso le più esposte a carenze come l’anemia, con conseguenze per la gravidanza e per i figli.
“Il diritto a una sana alimentazione non deve dipendere dal reddito”
“Il diritto a una sana alimentazione non può dipendere dal reddito, dal livello di istruzione o dal luogo in cui si vive”, spiega ancora Laura Rossi. “Per questo le politiche del futuro dovranno rafforzare e migliorare l'informazione nutrizionale, intervenendo però anche sull'accessibilità economica degli alimenti raccomandati per la protezione della salute, sugli ambienti alimentari e sulla prevenzione fin dall'infanzia. Investire in nutrizione significa investire nella salute delle persone, nell'equità sociale e nella sostenibilità dei sistemi sanitari”.
Una sfida che la Fao raccoglie puntando sulla tecnologia e sulla ricerca scientifica, con un occhio alla tradizione locale, per garantire a tutti l'accesso a cibo sufficiente, sicuro, nutriente e diversificato.
Migliaccio (Sisa): "L’alimentazione è un tema di salute collettiva"
“La Giornata Mondiale dell’Alimentazione è molto più di una semplice ricorrenza: è un'occasione per fermarsi a riflettere sul ruolo profondo che il cibo gioca nelle nostre vite e nella nostra salute", spiega Silvia Migliaccio, presidente della Società Italiana di Scienze dell'Alimentazione. "Questa Giornata rappresenta un appuntamento di fondamentale importanza non solo per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla sicurezza alimentare e la lotta alla fame, ma anche per riaffermare il valore della nutrizione come pilastro della salute globale. L’alimentazione è infatti un tema di salute collettiva, non solo del singolo individuo. In un panorama clinico e scientifico in costante evoluzione, in cui convivono le sfide della malnutrizione per difetto e la pandemia dell'obesità e delle malattie metaboliche correlate, questa Giornata ci ricorda che alimentarsi bene significa prendersi cura della complessità dell'organismo. Non si tratta semplicemente di un calcolo calorico, ma di garantire l'accesso a cibo di qualità, capace di sostenere la salute tessutale, modulare l'infiammazione sistemica, preservare la massa muscolare e promuovere un benessere metabolico e psicologico duraturo".
Bibliografia
Food and Agriculture Organization (FAO), Innovate today, Nourish tomorrow: science, technology, and traditional knowledge in agrifood systems transformation, FAO Knowledge Repository, Rome, 2026
Global Nutrition Report Systems Group, Conceptualising the interconnectedness of food systems and health systems: the 2026 report on planetary and human metabolic outcomes, Global Nutrition Report Initiative, 2026
Periodic Table of Food Initiative (PTFI) & American Heart Association, Unlocking the food metabolome: integrating high-resolution food composition data with public health and preventive medicine, The Lancet Planetary Health, 2026
UN-Nutrition Joint Secretariat, Standing with science for healthier food systems: a multilateral framework linking agricultural biodiversity to human clinical health, Journal of Nutrition & Global Health, 2026
World Health Organization (WHO) & FAO, Food loss, retail waste, and the global burden of non-communicable diseases: ecological strategies for public health, Annual Review of Public Health, 2026
Rockström J, et al,, The EAT-Lancet Commission on healthy, sustainable, and just food systems, Lancet, 2025
United Nations Environment Programme (UNEP), Food Waste Index Report, 2024
Lane MM, et al,, Ultra-processed food exposure and adverse health outcomes: umbrella review of epidemiological meta-analyses, BMJ, 2024
Pourmotabbed A, et al,, Food insecurity and mental health: a systematic review and meta-analysis, Public Health Nutr, 2020
Headey DD, et al,, The relative caloric prices of healthy and unhealthy foods differ systematically across income levels and continents, J Nutr, 2019
Estruch R, et al,, Primary prevention of cardiovascular disease with a mediterranean diet supplemented with extra-virgin olive oil or nuts, N Engl J Med, 2018



