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Menopausa, soffrire non è naturale: il video-talk con Rossella Nappi

Domenica 18 ottobre, per la Giornata Mondiale, la presidente dell'IMS dialoga con SAE Salute. L'incontro sarà trasmesso sui siti dei quotidiani SAE, con un messaggio di Martina Colombari

Redazione

Un'immagine evocativa della menopausa vissuta con serenità (AI)

Un'immagine evocativa della menopausa vissuta con serenità (AI)

Se la menopausa è naturale, soffrire in silenzio non deve esserlo. È questo il messaggio della Giornata Mondiale della Menopausa che si tiene ogni anno il 18 ottobre. La Giornata è stata istituita dall’International Menopause Society (IMS) nel 2009 per aumentare la consapevolezza e migliorare informazione, assistenza e qualità di vita durante la transizione menopausale e negli anni successivi.

E, domenica 18 ottobre, SAE Salute, il nuovo portale di informazione su salute e benessere del Gruppo SAE, la celebra con la presidente dell’IMS, la professoressa Rossella Nappi, ordinaria di Ostetricia e Ginecologia all’Università di Pavia, responsabile del Centro di Ricerca per la Medicina Riproduttiva, e direttrice dell’Unità di Endocrinologia Ginecologica e Menopausa alla Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo.

Per l’occasione, a partire dalle ore 15, la professoressa Nappi parteciperà a una diretta aperta al pubblico, visibile sui siti e canali social dei giornali del Gruppo SAE. Nel talk dialogherà con la dottoressa Daniela de Feo, ginecologa, responsabile Area Donna di SAE Salute e componente del board of directors dell’IMS, comitato di informazione sulla menopausa. Con un videomessaggio porterà un saluto Martina Colombari, attrice, autrice del libro “Il cambiamento sei tu” (Sperling&Kupfer) . Modera la giornalista Francesca Ferri.

Secondo dati del Dipartimento della prevenzione del Ministero della Salute aggiornati al 30 giugno 2026, in Italia si stima che circa 17 milioni di donne siano in menopausa e 450mila vi entrino ogni anno.

«La menopausa – spiega Nappi – è un momento di cambiamento nella vita della donna e può avere un impatto sulla qualità del vivere e del lavorare, ma anche sulla comparsa di fattori di rischio che possono interferire con la longevità futura». Poiché si verifica mediamente intorno ai 50 anni, e una donna ha un’aspettativa di vita di altri 35, perfino 40 anni dopo l’ultima mestruazione, si impone un obbligo: «Comprendere come aiutare la donna a vivere gli anni che ha davanti dopo la menopausa in benessere e in salute», spiega la presidente dell’IMS.

Come? Prima di tutto non cadere nell’equivoco che, se la menopausa è “naturale”, allora vada sopportata. «Se ho vampate di calore, insonnia, secchezza vaginale, oggi si può fare qualcosa, e si deve», spiega Nappi. Non si tratta, infatti, solo di semplici fastidi. «La donna – spiega Nappi – ha uno scudo biologico rappresentato dagli estrogeni. Quando questa protezione viene persa, con la menopausa, tutti gli organi e apparati possono risentire della mancanza». Non solo. «Il momento di passaggio della menopausa può essere critico per l’autostima della donna e per la sua capacità di relazionarsi al partner. Forse questo è il tabù della menopausa: non voler parlare di aver perso qualcosa».

Parlarne, invece, è fondamentale. Terapia ormonale sostitutiva, altre terapie non ormonali, menopausa come evento sociale, e non solo privato: di tutti questi temi si parlerà nel talk di domenica.

Con essi, il tema di quest’anno: “Il dolore cronico nella mezza età: dal riconoscimento alle cure basate sulle evidenze”. La Giornata Mondiale della Menopausa diventa così qualcosa di più di un momento di sensibilizzazione. È un invito a passare dal silenzio alla conoscenza, dalla normalizzazione dei sintomi alla loro valutazione e dall’informazione generica a percorsi di cura fondati sulle evidenze.