
Umore giù da oltre due settimane: è il momento di farsi aiutare
Il 10 ottobre è la Giornata mondiale della salute mentale: i segnali d'allarme, il costo delle terapie, a chi rivolgersi

(Magnific)
Oggi, 10 ottobre, ricorre la Giornata mondiale della salute mentale promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), un’occasione per ricordare che prendersi cura della mente non significa aspettare di toccare il fondo, ma muoversi per tempo.
Perché chiedere aiuto è prevenzione
Prevenire non vuol dire solo evitare che un problema compaia: vuol dire anche riconoscerlo presto per poterne limitare le conseguenze. Stress intenso, insonnia, tristezza o ansia che non passano possono consolidarsi se ignorati, con effetti su diverse sfere della vita: lavoro, relazioni, salute fisica. Intervenire presto, di solito, rende più semplice anche il percorso di cura.
I segnali da non sottovalutare
Ci sono alcune condizioni che possono presentarsi e che, se riconosciute, possono essere utili a fermare qualcosa che più va avanti, più è difficile da contrastare: un umore basso che dura da più di un paio di settimane, difficoltà persistenti con il sonno o con l’assunzione di cibo, perdita di interesse per qualcosa che prima piaceva, ansia o preoccupazioni che limitano la vita quotidiana, isolamento, stanchezza e difficoltà di concentrazione. Riconoscersi in uno di questi segnali può essere un buon motivo per parlare con un professionista.
A chi rivolgersi?
Il primo riferimento può essere il medico di famiglia, che valuta la situazione e indirizza verso lo specialista più adatto. Si può decidere anche di parlare direttamente uno psicologo, o recarsi Centro di salute mentale della propria ASL. Se compaiono pensieri pericolosi, come quello di farsi del male, è importante contattare subito il 112.
Quando il costo è un ostacolo
Molto spesso è il costo di questo tipo di terapie a frenare chi avrebbe bisogno di aiuto. In Italia i Centri di salute mentale fanno parte del Servizio sanitario nazionale, mentre la psicoterapia privata può pesare sul bilancio familiare.
Una seduta di psicoterapia individuale presso uno studio privato viene a costare in media tra i 50 e i 100 euro, arrivando a toccare anche tetti di 140 euro. Sono presenti diverse piattaforme online che rendono questo servizio più accessibile, con sedute che possono arrivare a costare anche la metà rispetto ad una seduta in studio. Un percorso breve, in ogni caso, prevede intorno alle 15 sedute, che quindi possono comportare una spesa che va dai 500 ai 1500 euro. In molti a causa di problematiche economiche sono costretti a rimandare questo tipo di cure, cercando di ignorare i propri problemi e peggiorando di gran lunga la situazione.
Abbattere lo stigma
È purtroppo ancora oggi stigmatizzato chi chiede aiuto perché ha problemi mentali. Molte persone infatti rimandano la richiesta d’aiuto per vergogna o per timore del giudizio. Eppure, chiedere aiuto non è segno di debolezza: è una scelta di responsabilità verso la propria salute. Anche parlarne con una persona di fiducia è un primo passo.
Bibliografia
World Health Organization, 2026, World Mental Health Day. Global Health Campaigns, Geneva, WHO
Azienda USL di Bologna, Carta del Centro di Salute Mentale – Istruzioni per l'uso, Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche, DSM-DP




