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Caffè e cuore: quante tazze al giorno sono sicure?

La nuova quantità massima di caffeina indicata dall’American Heart Association è di 400 mg al giorno, ma non tutte le fonti sono uguali

Daniela de Feo (direttore medico editorialista)

(Magnific)

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“Na tazzulella ’e cafè” è una canzone simbolo di Pino Daniele che racconta quanto il caffè sia più di una bevanda. È rito, pausa, socialità, identità. Tanto importante che il 1° di ottobre di ogni anno ne ricorre la Giornata mondiale. Ma quando si parla di caffè e cuore, pressione alta e aritmie, la domanda torna spesso: quanto caffè è troppo? 

Secondo il nuovo studio dell’American Heart Association, pubblicato su Circulation, il consumo di caffeina fino a circa 400 mg al giorno, senza zuccheri, sciroppi o creme aggiunte, è generalmente sicuro per la maggior parte degli adulti sani e non sembra aumentare il rischio cardiovascolare. Il messaggio, però, non è “più caffè per tutti”. È piuttosto un invito alla misura e alla personalizzazione.

Quanta caffeina c’è in un espresso?

Una tazzina standard contiene mediamente 50–80 mg di caffeina, con una variabilità possibile tra 40 e 90 mg in base a miscela, dose di caffè, macinatura ed estrazione. I valori sono indicativi: la quantità effettiva può cambiare sensibilmente da una preparazione all’altra.

(Immagine elaborata con AI, ChatGpt 2026, concept editoriale originale SAE Salute)

Caffè sì, energy drink no

Una tazza di caffè e un energy drink non sono equivalenti. Le bevande energetiche, soprattutto gli “energy shot”, possono contenere concentrazioni molto più alte di caffeina per volume, spesso associate ad altri ingredienti stimolanti.

Secondo l’American Heart Association, dosi elevate di caffeina possono aumentare il rischio di pressione alta, palpitazioni e alterazioni del ritmo cardiaco, soprattutto nei soggetti predisposti. Il rischio non dipende solo dalla quantità totale, ma anche da quanto rapidamente viene assunta e dalla sensibilità individuale.

Pressione, aritmie e colesterolo: cosa sapere

Nel breve periodo la caffeina può aumentare temporaneamente la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e lo stato di allerta. Alcune persone possono avvertire insonnia, nervosismo o palpitazioni anche con quantità moderate.

Sul ritmo cardiaco, le evidenze sono più sfumate: il consumo moderato di caffè non appare associato a un aumento del rischio di fibrillazione atriale. Tuttavia, in alcune persone, la caffeina può accentuare le extrasistoli, cioè battiti anticipati percepiti come “colpi” o irregolarità.

Per il colesterolo conta anche il metodo di preparazione. Il caffè non filtrato, come French press, moka, espresso o alcune preparazioni tradizionali, può contenere più cafestolo, una sostanza capace di aumentare il colesterolo LDL. Il caffè filtrato con carta ne trattiene invece una quota maggiore.

In che modo la caffeina influisce sul corpo?

La caffeina consumata nel caffè viene metabolizzata dal fegato e generalmente raggiunge la concentrazione di picco per la maggior parte delle persone entro un'ora. Tuttavia, la velocità con cui gli individui elaborano la caffeina dipende dalla loro genetica, metabolismo, età e uso passato di caffeina. Quando si consuma regolarmente più caffè con caffeina, alcune persone possono sviluppare una tolleranza a livelli più elevati di caffeina. Altre persone possono sentire effetti più forti dalla stessa quantità di caffeina. Gli effetti a breve termine della caffeina possono includere aumenti temporanei della pressione sanguigna, della frequenza cardiaca, della glicemia e della vigilanza. Alcune persone possono sperimentare palpitazioni cardiache e/o disturbi del sonno.

Possibili benefici, ma senza semplificare

Il consumo regolare di caffè nero, senza zuccheri o creme, è stato associato in diversi studi a un minor rischio di diabete tipo 2, malattia coronarica, ictus e scompenso cardiaco. Ma molte evidenze derivano da studi osservazionali: mostrano associazioni, non sempre un rapporto diretto di causa-effetto.

Inoltre, i possibili benefici potrebbero dipendere non solo dalla caffeina, ma anche da altre sostanze presenti nel caffè, come polifenoli e composti ad attività antiossidante e antinfiammatoria.

Il consiglio pratico

Per la maggior parte degli adulti sani, un consumo moderato di caffè può far parte di uno stile di vita equilibrato e di una corretta prevenzione cardiovascolare. Ma chi soffre di pressione alta non controllata, aritmie sintomatiche, insonnia, ansia marcata, gravidanza o assume farmaci che interagiscono con la caffeina dovrebbe parlarne con il medico.

Come spesso accade in medicina, non esiste una regola valida per tutti. La soglia di sicurezza non è solo un numero: è l’incontro tra evidenza scientifica, storia clinica e risposta individuale.

Il caffè può essere un piacere quotidiano. Ma resta una sostanza attiva: il corpo va ascoltato.

Bibliografia

Marcus GM, Hu FB, van Dam RM, et al., Caffeine and Cardiovascular Disease: A Scientific Statement From the American Heart Association, Circulation, 2026

American Heart Association, Coffee and heart health: How many cups of caffeinated coffee are safe to drink each day? 2026

American Heart Association Professional Heart Daily, Caffeine & Cardiovascular Disease — Top Things to Know, 2026

EFSA NDA Panel, Scientific Opinion on the safety of caffeine, EFSA Journal, 2015