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Maratoneta morta a New York: quando lo sforzo estremo distrugge i muscoli

La notizia della 24enne colta da malore a pochi chilometri dal traguardo accende l'attenzione sulla rabdomiolisi. I rischi per chi pratica sport in modo estremamente impegnativo

Claudia Orlanno

(Magnific)

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La notizia della morte di Rache Apa, una giovane runner di 24 anni colta da un malore a pochi chilometri dal traguardo della maratona di New York, richiama l’attenzione su una condizione medica rara, ma potenzialmente grave: la rabdomiolisi. Secondo quanto raccontato da padre della giovane, la morte sarebbe stata causata proprio da questa sindrome. Ma di cosa si tratta esattamente?

Muscoli in distruzione

La rabdomiolisi è una condizione caratterizzata da una rapida distruzione delle cellule del muscolo scheletrico, il tessuto muscolare che permette al nostro corpo di compiere movimento volontari. Se queste cellule subiscono un danno importante, si rompono e il loro contenuto viene riversato nel circolo sanguigno.

Tra le sostanze rilasciate è presente la mioglobina, una proteina che ha il compito di trasportare e immagazzinare l’ossigeno all’interno delle cellule muscolari. E, insieme a questa, vengono liberati anche enzimi ed elettroliti. Il problema è che se queste sostanze raggiungono concentrazioni elevate nel sangue possono diventare dannose per altri organi, soprattutto per i reni.

I reni, infatti, sono i nostri filtratori: eliminano dal sangue le sostanze di scarto e contribuiscono a mantenere l’equilibrio di acqua e sali minerali nell’organismo. La mioglobina liberata dalle fibre muscolari danneggiate raggiunge, quindi, anche i reni, dove si accumula e ostacola il normale processo di filtrazione. Ciò può portare ad un’insufficienza renale acuta.

Ma il problema non è solo la mioglobina. Anche il rilascio di potassio nel sangue può essere dannoso, provocando iperkaliemia, che nei casi più gravi può alterare l’attività elettrica del cuore e provocare aritmie.

Cosa c’entra lo sport?

Tra le cause più comuni della rabdomiolisi troviamo il verificarsi di traumi muscolari importanti o un’attività fisica particolarmente intensa e prolungata. In questo caso, si parla di rabdomiolisi da sforzo. Durante un allentamento molto impegnativo, le fibre muscolari possono subire piccoli danni, che normalmente vengono riparati dall’organismo durante il recupero. Quando però lo forzo è eccessivo, il danno può diventare molto più esteso e provocare la rottura delle cellule muscolari. Il rischio può quindi aumentare se si affrontano allentamenti particolarmente intensi senza un’adeguata preparazione, si riprende l’attività fisica troppo rapidamente o si continua a sforzare il corpo nonostante la comparsa di sintomi importanti.

Questo non significa che correre una maratona provochi necessariamente una rabdomiolisi. Si tratta di una complicanza rara, che può colpire anche persone allenate, ma che non è una normalità nell’attività sportiva.

Come riconoscerla e trattarla?

Uno degli aspetti più insidiosi è che i sintomi possono comparire anche diverse ore o giorni dopo il danno muscolare. Tra le manifestazioni più frequenti troviamo dolore muscolare intenso, debolezza, gonfiore e rigidità dei muscoli interessati e urine scure, di colore simile a tè o alla cola. Quest’ultimo sintomo è particolarmente caratteristico ed è dovuto alla presenza di mioglobine nelle urine.

È possibile diagnosticarla attraverso specifici esami di laboratorio, come l’analisi della creatinchinasi, un enzima presente soprattutto nei muscoli che viene rilasciato nel sangue quando questi si danneggiano, o la valutazione della concentrazione di elettroliti nel sangue. Al contempo, l’analisi delle urine consente di verificare la presenza di mioglobina.

Il trattamento, generalmente, prevede la somministrazione di liquidi per via endovenosa, con l’obiettivo di mantenere un’adeguata idratazione e favorire l’eliminazione della mioglobina. In casi di insufficienza renale grave, invece, può essere necessario ricorrere alla dialisi.

Questa patologia ci ricorda che anche l’attività fisica, generalmente fondamentale per mantenere un buono stato di salute, deve essere affrontata con gradualità a consapevolezza. Allenarsi e superare i propri limiti non deve essere un mezzo per ignorare quelli del proprio corpo.

 

Bibliografia

Cleveland Clinic, Rhabdomyolysis, Health Library

Merck Manuals, Rabdomiolisi, Manuale MSD - Edizione Professionale, 2026

Centers for Disease Control and Prevention (CDC) / National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH)