
Epidemia miopia: dalla prevenzione alle nuove frontiere della chirurgia refrattiva
Giornata Mondiale della Vista, un contributo di Leonardo Mastropasqua, professore emerito di Oftalmologia e vicepresidente nazionale dell’Associazione italiana miopia

Leonardo Mastropasqua, professore emerito di Oftalmologia, vicepresidente nazionale dell’AIM, Associazione italiana miopia, direttore del centro di eccellenza EME’ Oculistica Mastropasqua (foto Andrea Straccini)
Oggi si celebra la Giornata Mondiale della Vista. Ospitiamo un articolo del professor Leonardo Mastropasqua, professore emerito di Oftalmologia all'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti - Pescara, vicepresidente nazionale dell’AIM, Associazione italiana miopia, e direttore del centro di eccellenza EME’ Oculistica Mastropasqua
di Leonardo Mastropasqua
La miopia è oggi uno dei problemi visivi più diffusi al mondo e rappresenta una delle principali sfide dell’oftalmologia contemporanea.Oggi un bambino su tre è miope, nel 2050 il 50% sarà miope, un bambino su due. Siamo di fronte alla Mioepidemia. La gestione della miopia è profondamente cambiata: oggi non significa più soltanto prescrivere un paio di occhiali, ma intervenire lungo tutto il percorso della vita, dalla prevenzione nell’infanzia fino alle più moderne possibilità di correzione nell’adulto.
I difetti refrattivi: non esiste soltanto la miopia
I principali difetti refrattivi sono miopia, ipermetropia e astigmatismo. A questi si aggiunge la presbiopia, legata alla progressiva perdita della capacità del cristallino di mettere a fuoco da vicino con l’avanzare dell’età.
Nella miopia l’occhio è generalmente troppo lungo. Il risultato è una visione sfocata da lontano, che viene corretta tradizionalmente con occhiali o lenti a contatto.
Quando la miopia raggiunge valori elevati, l’allungamento del bulbo oculare aumenta il rischio di patologie gravi come maculopatia, glaucoma, cataratta precoce e distacchi di retina.
La prevenzione comincia da bambini
La vera rivoluzione nella gestione della miopia è iniziata quando abbiamo compreso che non dobbiamo limitarci a correggerla, ma possiamo cercare di ritardarne la comparsa e rallentarne la progressione.
La prima visita oculistica ed ortottica di un bambino che non mostra sintomi, è consigliabile all’età di tre anni.
Il primo intervento è molto semplice e non farmacologico: far vivere maggiormente i bambini all’aperto. Le evidenze scientifiche indicano che trascorrere almeno una o due ore al giorno all’aria aperta, è associato a una riduzione del rischio di sviluppare la miopia. La luce naturale e l’ambiente visivo esterno sembrano avere un ruolo protettivo importante.
Anche le abitudini quotidiane sono importanti. I bambini dovrebbero evitare periodi troppo prolungati di lavoro da vicino senza pause, mantenere una distanza adeguata durante la lettura e alternare le attività ravvicinate con momenti di visione a distanza. Ogni venti minuti di applicazione agli schermi bisogna fermarsi e guardare in lontananza per venti secondi.
Questo vale anche per smartphone, tablet e computer. Non è corretto affermare semplicemente che lo smartphone “causa” la miopia; il problema è soprattutto l’eccesso di attività ravvicinata e sedentaria e il tempo sottratto alle attività all’aperto. È quindi necessario educare i bambini a un uso equilibrato della tecnologia, senza demonizzarla.
Quando la miopia è già comparsa: controllarla è possibile
Se il bambino diventa miope, oggi disponiamo di strumenti molto più avanzati rispetto al passato.
Uno dei più conosciuti è l’utilizzo dell’atropina a basse concentrazioni, che può rallentare la progressione della miopia come evidenziato da recenti studi.
Un’altra importante possibilità è rappresentata dalle lenti oftalmiche specificamente progettate per il controllo della miopia, comprese quelle basate sul principio del defocus periferico,progettate per modificare lo stimolo ottico che arriva alla retina e contribuire a rallentare l’allungamento del bulbo oculare.
Atropina, lenti per il controllo della miopia o defocus,rappresentano oggi il corretto approccio terapeutico. La scelta deve essere individualizzata e accompagnata da controlli oculistici periodici, nei quali è particolarmente importante monitorare anche la lunghezza assiale dell’occhio.
A 18 anni cambia la prospettiva: la rivoluzione SMILE
Quando il ragazzo diventa adulto, raggiunge una refrazione stabile e presenta caratteristiche oculari compatibili con un intervento, si apre un'altra possibilità: liberarsi dalla dipendenza da occhiali e lenti a contatto attraverso la chirurgia refrattiva.Le lenti a contatto infatti, possono essere la maggior causa di infezioni corneali anche molto gravi ed invalidanti, se indossate in modo non corretto.
Per molti anni la chirurgia refrattiva è stata effettuata soprattutto con il laser ad eccimeri di superficie (PRK). Oggi, invece, disponiamo di tecnologie molto più sofisticate che permettono di scegliere la procedura sulla base delle caratteristiche individuali del paziente,grazie alla chirurgia di precisione con tecniche robotizzate e personalizzate.
Tra le evoluzioni più importanti vi è la SMILE, una tecnica mini-invasiva nella quale la correzione viene ottenuta attraverso la creazione e l’estrazione di un lenticolo all’interno della cornea, mediante una piccola incisione.Non viene tagliata la cornea, non viene tolto l’epitelio,la cornea resta intatta perchè è una tecnica di profondità. Il risultato più importante è che questa tecnica non dà recidive (non torna più la miopia nel tempo. Possono essere eliminate fino a 10 diottrie di miopia e 5 di astigmatismo,restituendo un’ottima qualità della visione.Nessun dolore durante e dopo la chirurgia, con anestesia di sole gocce.
La SMILE ha avuto una particolare evoluzione anche nell'ambito della correzione dell'ipermetropia, possiamo togliere fino a 7 diottrie più l’astigmatismo. In questo percorso ho avuto il privilegio di essere protagonista di una tappa importante: sono stato il primo in Italia a eseguire la SMILE sia per la correzione della miopia sia per quella dell'ipermetropia. La SMILE peraltro ferma la miopia, come pubblicato dal mio gruppo in giugno 2026, su Scientific report rivista internazionale.
Questo risultato rappresenta non soltanto un'innovazione tecnologica, ma soprattutto il passaggio verso una chirurgia sempre più personalizzata, nella quale la tecnologia deve essere messa al servizio delle esigenze visive del singolo paziente.
Quando insorge la presbiopia: la rivoluzione Presbyond
In tutti i pazienti oltre i 45 anni insorge la difficoltà nella visione per vicino cioè la presbiopia. Oggi utilizzando tecniche di nuova generazione laser come la Presbyond, è possibile togliere o ridurre gli occhiali anche per vicino e media distanza (PC, smartphone).
Quando il laser non è la soluzione: la rivoluzione delle lenti intraoculari
La seconda grande evoluzione è rappresentata dalle lenti fachiche ICL, particolarmente importanti nei pazienti con miopie molto elevate o nei casi nei quali la cornea non presenta caratteristiche ideali per una procedura laser.
La filosofia è completamente diversa: invece di modificare la cornea, si inserisce una lente impalpabile all’interno dell’occhio, mantenendo il cristallino naturale. La tecnica non dà dolore né durante, né dopo l'intervento. Questa lente è costruita per durare per tutta la vita ed è assolutamente integrata all’interno dell’occhio.
Nei pazienti con cataratta o opacità del cristallino, solitamente oltre i sessant’anni, è possibile con un solo intervento togliere la cataratta e consentire al paziente di vedere lontano,vicino ed al computer senza occhiali, inserendo un cristallino artificiale a profondità di fuoco aumentata.
È proprio questa possibilità di disporre di tecniche differenti che ha trasformato la chirurgia refrattiva moderna. Oggi non esiste più una procedura “uguale per tutti”.
Dalla correzione alla personalizzazione
La vera svolta della chirurgia refrattiva contemporanea non è quindi rappresentata soltanto da un nuovo laser o da una nuova lente. È rappresentata dalla possibilità di personalizzare la strategia chirurgica.
Da una parte abbiamo tecnologie corneali evolute come la SMILE e la PRESBYOND; dall’altra abbiamo soluzioni intraoculari come le ICL, particolarmente preziose nelle miopie più elevate. A queste si aggiungono altre tecniche laser e procedure specifiche che possono essere indicate in situazioni differenti.
Il percorso ideale comincia molto prima dell'intervento. Comincia dal bambino, con la prevenzione e il controllo della progressione della miopia; continua nell'adolescente con controlli regolari; arriva nell'adulto con una valutazione completa e personalizzata delle possibilità chirurgiche.
La sfida dell'oftalmologia moderna non è più soltanto correggere una diottria. È proteggere l'occhio dalla progressione della miopia quando il paziente è bambino e, quando diventa adulto, offrire la soluzione chirurgica più sicura, precisa e personalizzata possibile.




