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Prevenzione

Giornata Mondiale della Vista, controlli e consulenze gratuite in 90 città

Oltre 2,2 miliardi di persone nel mondo convivono con una riduzione della vista o con cecità, mentre la miopia è in forte aumento tra bambini e adolescenti

Giuseppe Caruso (direttore medico editorialista)

Un controllo della vista (Magnific)

Un controllo della vista (Magnific)

Prevenzione e diagnosi precoce. Sono queste le due parole d'ordine quando si parla di salute degli occhi. In occasione della Giornata Mondiale della Vista, che si celebra giovedì 8 ottobre, si apre una settimana di screening, controlli oculistici e consulenze gratuite in oltre 90 città italiane.

L'iniziativa è promossa dalla Fondazione IAPB Italia ETS, sezione italiana dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, ed è stata presentata oggi, 1° ottobre, al Ministero della Salute.

Oltre 2,2 miliardi di persone hanno problemi alla vista

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 2,2 miliardi di persone convivono con una riduzione della vista o con cecità e, in almeno la metà dei casi, la perdita visiva potrebbe essere prevenuta o trattata efficacemente attraverso diagnosi precoce, cure appropriate e accesso ai servizi.

La vista, tuttavia, non è soltanto una questione di numeri. È una risorsa essenziale che accompagna ogni fase della vita e condiziona l'apprendimento, la produttività, l'autonomia personale, la partecipazione sociale e la qualità della vita.

L'Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo e si trova oggi ad affrontare una crescita costante delle patologie oculari cronico-degenerative legate all'invecchiamento come glaucoma, degenerazione maculare legata all'età e retinopatia diabetica, di cui si stima siano affette in Italia oltre 3 milioni di persone.

Miopia in crescita nei bambini e negli adolescenti

Inoltre va citato il rapido incremento della miopia nelle giovani generazioni, favorito anche dai cambiamenti degli stili di vita e dall'aumento del tempo trascorso negli ambienti chiusi e davanti agli schermi digitali.

Nel 1990 a livello globale circa il 25% dei bambini e degli adolescenti erano miopi. Nel 2023 erano quasi il 36%. Nel 2050 si stima raggiungano circa il 40%, pari a 740 milioni.

Da qui la necessità di una massiccia azione di prevenzione.

"La vista non va data per scontata"

"La vista è un bene così presente nella nostra vita quotidiana che spesso finiamo per darlo per scontato", spiega Mario Barbuto, presidente della Fondazione IAPB Italia e dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. "Dobbiamo aiutare le persone a comprendere, fin da giovani, quanto sia prezioso vedere e quanto sia importante prendersi cura dei propri occhi lungo tutto l’arco della vita. La prevenzione non è un gesto occasionale ma una pratica quotidiana», aggiunge Barbuto, sottolineando che “la sinergia tra utenti, Istituzioni, società scientifiche e professionisti della salute è di primaria importanza per realizzare un’alleanza virtuosa e condividere le diverse competenze ed esperienze”.

Controlli regolari e disponibilità da parte degli oculisti sono considerati elementi chiave per realizzare un’efficiente prevenzione. “Investire nella salute degli occhi contribuisce anche alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale”, sottolinea Francesca Simonelli, presidente del Comitato tecnico nazionale Prevenzione Cecità e Ipovisione del Ministero della Salute.

Al Comitato, ricostituito nei mesi scorsi, partecipano Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Università, IRCCS, Regioni, Organismi preposti alla prevenzione e riabilitazione, che concorrono alla definizione di Linee guida, all’attuazione del Piano Nazionale Prevenzione, alle applicazioni della teleoftalmologia e dell’Intelligenza artificiale e all’ottimizzazione organica e funzionale della Rete clinica di prevenzione e riabilitazione oculistica nel nostro Paese.

Linda Legname, vice presidente Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS, sottolinea che “fare cultura della prevenzione, attraverso una corretta divulgazione in grado di far aumentare la consapevolezza dei cittadini, è essenziale per migliorare la salute della vista” e che l’Unione, attraverso le attività svolte dalle proprie unità mobili e ambulatori medici “intende prendere per mano le persone e accompagnarle nel loro percorso clinico, senza mai trascurare la dimensione umana e sociale”.

Lo scoglio organizzativo

Da Matteo Piovella, presidente della Società Oftalmologica Italiana e vicepresidente IAPB Italia, arriva la ferma convinzione che, a fronte delle scarse risorse economiche a disposizione, occorra “riorganizzare il sistema che deve essere centrato sugli ospedali” e “bilanciare la sproporzione tra le attività pubbliche e quelle private”, in modo da ridurre le liste di attesa, favorire la diagnosi precoce, le terapie e la riabilitazione. Piovella, inoltre, auspica che le tecnologie innovative oggi disponibili per la diagnosi e l’intelligenza artificiale possano “migliorare il percorso clinico dei pazienti sempre sotto il controllo dell’essere umano”.

Anche per Alessandra Balestrazzi, presidente associazione Italiana Medici Oculisti, “il problema principale è l’organizzazione”. Al riguardo, sarebbe sempre più auspicabile che “team multidisciplinari di professionisti, sotto la guida dell’oculista, possano concordare le attività per venir incontro alle esigenze dei pazienti” e che “le strumentazioni tecnologiche innovative e sofisticate siano collocate nelle strutture territoriali (case di comunità) per migliorare diagnosi precoce e terapie adeguate”. L’appropriatezza, afferma Balestrazzi, “non vuol dire dare meno, ma dare la cosa giusta al paziente giusto, nel momento giusto”.

Per Filippo Cruciani, consulente scientifico e caporedattore di "Oftalmologia Sociale", rivista di sanità pubblica, “la prevenzione, esaltata a parole ma emarginata alla luce dei fatti, è la regina della medicina” e la “prevenzione primaria, quella che si sviluppa sulla formazione e consapevolezza dei cittadini, deve essere perseguita per definire regole e stili di vita in grado di impattare positivamente sulla salute degli occhi”.

Controlli fin dalla nascita ed educazione sugli effetti dannosi degli schermi

Quando iniziare la prevenzione? Non esiste un’età definita per la prevenzione, come spiega Cruciani. "Si inizia dalla nascita - spiega - quando dovrebbe essere fatta la prima visita oculistica”. E, a proposito di bambini, ribadisce un concetto sul quale la comunità scientifica è concorde: “Bisogna educare genitori e figli sugli effetti dannosi degli schermi che incidono non solo sull’occhio ma anche sul cervello”.