
Dai pacemaker all’AI, Pirotta (Medtronic): «La sfida è garantire una longevità in buona salute»
Dispositivi medici sempre più sofisticati e algoritmi superperformanti: il futuro della cura passa dalla tecnologia

Paola Pirotta, amministratrice delegata Medtronic
Ben prima che Steve Jobs inventasse la Apple a Palo Alto o che Page e Brin lanciassero Google a Menlo Park, la scintilla del miracolo tecnologico è scoccata in un altro garage degli Stati Uniti. Minneapolis, 1957: Earl Bakken inventa il primo pacemaker a batteria esterna della storia, primo esemplare di quello che diventerà uno dei dispositivi medici salvavita più importanti, oggi usato da circa 4 milioni di persone nel mondo (dati Sismed). Nel 1949 Bakken aveva fondato Medtronic, oggi leader nel campo dei dispositivi medici. E fu proprio quell’invenzione, in quel garage, a lanciare l’azienda verso la sua missione.
“Alleviare il dolore, ridare salute e prolungare la vita: questa è la nostra mission, scritta nel 1960 dal nostro fondatore Earl Bakken. Da allora non è mai cambiata ed è sempre estremamente attuale”, dice Paola Pirotta, amministratrice delegata di Medtronic.
Oggi, come mai prima, la missione è garantire non solo una vita più lunga, ma in buona salute.
Dottoressa Pirotta, gli italiani stanno invecchiando e le patologie aumentano. Medtronic da oltre 75 anni realizza dispositivi e tecnologie come pacemaker, robot chirurgici, valvole cardiache, soluzioni per analizzare dati, stimolatori cerebrali. Qual è il vostro strumento più rivoluzionario?
“Tutte le nostre tecnologie girano attorno alla nostra mission, tanto che oggi siamo presenti in più di 70 aree terapeutiche in tre ambiti: cardiovascolare, neuroscienze e ambito medico chirurgico, oltre a una divisione focalizzata su servizi e soluzioni per la salute. Questo ci ha consentito nell'ultimo anno di raggiungere 82 milioni di pazienti nel mondo. Quindi è molto difficile parlare di una tecnologia tra tutte. Di certo ci sono l’invenzione del primo pacemaker e, a 70 anni di distanza, l’invenzione del pacemaker più piccolo al mondo, il nostro Micra, grande come una pillola, due centimetri per due grammi, che può essere impiantato nel cuore, senza elettrocateteri e senza la sacca sottocutanea. Oggi coinvolge 50mila pazienti in Italia e 700mila nel mondo. Un'altra tecnologia dirompente è il nostro Aurora, un defibrillatore extravascolare che si impianta dietro lo sterno, senza elettrocateteri nel cuore o nelle vene. Previene la morte cardiaca improvvisa, principale causa di decesso per gli under 60, e responsabile del 50% dei decessi per malattie cardiovascolari”.
Che ruolo ha la ricerca in Medtronic?
“Un ruolo strategico fondamentale. Nell'ultimo anno abbiamo investito circa 5 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo e in acquisizioni di nuove tecnologie. Abbiamo 41 centri di ricerca, 81 siti produttivi, 41mila brevetti attivi e 174 studi clinici. La ricerca è cruciale anche per assicurare la produzione di evidenze cliniche solide per le nostre innovazioni. Un esempio sono i nostri sistemi GI Genius di supporto alla colonscopia, oggetto di oltre 30 pubblicazioni scientifiche e più di 30mila pazienti coinvolti”.
La grande protagonista oggi è l'intelligenza artificiale. In quali ambiti la impiegate?
“L’AI, la robotica, i dati e il digitale rappresentano il nuovo linguaggio della cura, quindi vengono utilizzati in tantissimi ambiti. Per la longevità, l’AI ha un ruolo fondamentale soprattutto nella healthy longevity, la longevità in buona salute, perché consente diagnosi più tempestive, cure più personalizzate e un miglior monitoraggio. Il monitoraggio cardiaco impiantabile LINK 2, ad esempio, è una tecnologia addestrata su ben un milione e mezzo di episodi clinici, il che consente di ridurre dell'88% i falsi allarmi. La già citata tecnologia GI Genius, grazie all’AI, consente di ridurre del 50% le lesioni non rilevate e di migliorare del 14,4% la rilevazione di patologie oncologiche”.
La tecnologia e l'industria viaggiano veloci, ma arrivare al paziente non è scontato. In Italia ci sono enormi differenze territoriali nell’accesso a cure e dispositivi. Lei è anche presidente di Assobiomedica. Come si risolve questo problema?
“Stiamo lavorando per portare l'attenzione delle istituzioni sulle evidenze concrete e sul contributo che le tecnologie mediche possono offrire in risposta ai bisogni di salute insoddisfatti, ad esempio sul dolore cronico non oncologico. E, con le società scientifiche, cerchiamo la collaborazione con le istituzioni affinché l'Italia possa adottare un piano strutturato di prevenzione cardiovascolare. L’innovazione tecnologica va valutata non solo in base al costo iniziale, ma rispetto al suo impatto sul sistema salute”.
C'è la sensibilità di andare in questa direzione?
“Sì, in questo momento c'è molta apertura, ma non è facile. Ci sono limitazioni importanti ed è un tema complesso”.
Lei ha una lunga esperienza di management internazionale. Come vede la sanità in Italia e in Europa? Quali sono le priorità per i prossimi anni?
“La sanità in Italia e in Europa deve trasformare il proprio modello di riferimento. Oggi i sistemi sanitari da un lato devono rispondere a bisogni assistenziali sempre più complessi: una popolazione che invecchia, sempre più patologie croniche, risorse limitate anche in termini di operatori sanitari. Dall'altro, devono essere sostenibili dal punto di vista economico-finanziario. Ecco, l'innovazione tecnologica è una risposta concreta. Un aspetto sottovalutato, poi, è quello della competitività economica e industriale del Paese e dell'Europa. Il Medtech, il settore dei dispositivi medici, è tra quelli a più alto potenziale in termini di crescita economica, di attrazione di investimenti, di ricerca e sviluppo, di competenze altamente qualificate. Ma per poter sfruttare al meglio l’opportunità l'Europa e l'Italia devono favorire l'adozione della tecnologia da parte dei pazienti. Non meno importante, e su cui si dovrà lavorare nei prossimi 5-10 anni, è l'ottimizzazione delle risorse. Proprio per supportare questa evoluzione come Medtronic siamo evoluti da azienda di innovazione tecnologica a healthcare technology company”.


