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Prevenzione

Influenza, non solo vaccino: tutti gli "alleati" contro le infezioni

Partita la campagna del Ministero, 9 farmaci autorizzati: come funziona, dove riceverlo e perché è fortemente indicato per le donne in gravidanza e dopo il parto

Daniela de Feo

Influenza, non solo vaccino: tutti gli "alleati" contro le infezioni

La vaccinazione antinfluenzale è partita. In Italia è raccomandata soprattutto per anziani, persone con malattie croniche, bambini e donne in gravidanza. Vaccinarsi non significa eliminare ogni possibilità di ammalarsi: significa ridurre il rischio e proteggere i più esposti a complicanze.

La campagna antinfluenzale 2026-2027 è partita. Il Ministero della Salute raccomanda di iniziare a vaccinarsi fin da ora, e non aspettare che aumentino i contagi. La domanda resta però sempre la stessa: vaccino sì o vaccino no? Per le persone appartenenti alle categorie a rischio, in assenza di specifiche controindicazioni, la risposta delle autorità sanitarie è chiara: “Vaccinarsi è raccomandato”. Non perché il vaccino sia garanzia di non ammalarsi, piuttosto perché si riduce il rischio di infezione e relative complicanze.

Perché il vaccino cambia ogni anno?

Il vaccino cambia ogni anno perché i virus influenzali cambiano. Ciò richiede un aggiornamento annuale delle formulazioni vaccinali in base alle indicazioni che l’OMS, l'Organizzazione mondiale della sanità, emana in seguito al monitoraggio fatto sulla circolazione dei virus nei mesi precedenti. Per la stagione 2026-2027 AIFA (Agenzia italiana del farmaco) ha autorizzato nove vaccini antinfluenzali, con formulazioni differenti in base all’età e alle caratteristiche della persona, i cui bersagli sono i principali virus influenzali attesi per l’inverno, appartenenti ai gruppi A(H1N1), A(H3N2) e influenza B.

Vaccinarsi equivale a non ammalarsi?

Alla domanda se vaccinarsi significhi non ammalarsi, la risposta è no. Nessun vaccino antinfluenzale è garanzia di protezione assoluta. L'efficacia varia in base a stagione, età, condizioni immunitarie e basali della persona, dei virus circolanti e della corrispondenza fra ceppi vaccinali e virus circolanti. Durante l'inverno circolano non solo virus influenzali, ma anche altri tipi di virus, verso cui il vaccino antinfluenzale non protegge, che colpiscono l’apparato respiratorio.

«Mi sono vaccinato, ma mi sono raffreddato lo stesso» non significa, né equivale a dire, che il vaccino non abbia funzionato.

Quando e dove vaccinarsi

L'inizio autunno, prima che la circolazione virale aumenti, è il momento ideale per vaccinarsi, anche perché dopo la vaccinazione occorrono circa due settimane prima che il sistema immunitario sviluppi una risposta immunitaria adeguata. Il Ministero raccomanda in ogni caso di vaccinare le persone eleggibili anche successivamente, specie se la stagione influenzale è tardiva o se la persona è a rischio.

L’erogazione del vaccino avviene sulla base delle disposizioni delle singole Regioni e non tutti i nove vaccini autorizzati sono necessariamente disponibili a livello regionale. Medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, servizi vaccinali delle ASL e, se previsto, le farmacie aderenti, sono i centri preposti, ma per sapere dove vaccinarsi è utile consultare il sito della propria Regione e dell'ASL, o chiedere al medico o al pediatra.

Gravidanza e vaccino: sì

Durante la gestazione avvengono modificazioni fisiologiche del sistema immunitario, respiratorio e cardiovascolare che possono aumentare il rischio di complicanze in caso di influenza. Per questo il Ministero della Salute, e le società scientifiche ginecologiche italiane, tra cui SIGO e AOGOI, raccomandano la vaccinazione antinfluenzale alle donne in gravidanza, così come nel post-partum.

Il beneficio non riguarda solo la donna, ma anche il bambino, perché la vaccinazione materna può consentire il passaggio di anticorpi al feto offrendo al neonato una protezione passiva nei primi mesi di vita. Questo è particolarmente importante perché i bambini sotto i 6 mesi non possono ricevere direttamente il vaccino antinfluenzale.

Il vaccino può provocare l’influenza?

I comuni vaccini antinfluenzali non possono provocare l’influenza, perché non contengono virus capaci di causare l'infezione influenzale. Dopo la vaccinazione potrebbero, tuttavia, comparire disturbi transitori, come dolore nel punto di iniezione, stanchezza, malessere o febbricola.

Sono manifestazioni generalmente lievi e temporanee legate alla risposta immunitaria, e su questo AIFA sottolinea che i vaccini antinfluenzali vengono utilizzati da anni e hanno un profilo di sicurezza consolidato. Eventuali sospette reazioni avverse vengono monitorate attraverso la Rete Nazionale di Farmacovigilanza e condivise con le autorità europee.

Non solo vaccino: gli altri alleati contro l'influenza

L’alleanza perfetta contro le infezioni è l’insieme del vaccino, l’arma più potente, unita alle altre forme di prevenzione come lavarsi frequentemente le mani, coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, aerare gli ambienti e ridurre il contatto con persone fragili quando si hanno sintomi respiratori restano comportamenti importanti.

Vaccinarsi protegge la comunità

La vaccinazione è una protezione e prevenzione individuale, ma anche una protezione della comunità. Pensiamo a un neonato di tre mesi che non può essere vaccinato contro l’influenza. Se viene esposto al virus, la sua protezione dipende anche dalla protezione costruita intorno a lui dalla madre, padre, fratelli, nonni, caregiver e operatori sanitari. Lo stesso vale per una persona molto anziana o immunodepressa, nella quale la risposta al vaccino può essere meno robusta.

Vaccinarsi non crea una barriera assoluta alla trasmissione, ma riducendo la probabilità di ammalarsi contribuire a diminuire le occasioni attraverso cui il virus raggiunge le persone più vulnerabili. Per questo motivo il Ministero include nell’offerta gratuita anche familiari e conviventi dei soggetti ad alto rischio di complicanze.

Bibliografia

Ministero della Salute, Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la stagione 2026-2027, Circolare 23 giugno 2026

Agenzia Italiana del Farmaco, Influenza: 9 i vaccini autorizzati per la stagione 2026-2027, Comunicato n. 31, 16 settembre 2026

World Health Organization, Recommended composition of influenza virus vaccines for use in the 2026-2027 northern hemisphere influenza season, 27 febbraio 2026

European Centre for Disease Prevention and Control, Weekly respiratory virus update, week 40, October 2026.

ECDC, Early estimates of seasonal influenza vaccine effectiveness against influenza requiring medical attention at primary care level in Europe, weeks 41-49, 2025

AOGOI, Influenza. Via libera alla Circolare 2026-2027: vaccino raccomandato a partire dai 6 mesi e alle donne in gravidanza, 26 giugno 2026