
Martina Colombari: "Menopausa? Vi racconto il mio metodo per una vita sana e piena"
L'ex Miss Italia e attrice ha appena pubblicato un libro in cui si racconta senza tabù e condivide le sue strategie: alimentazione, sport, ma anche sorellanza e amore

Martina Colombari (@ Guido Stazzoni)
È stata una giovanissima Miss Italia a soli 16 anni. Ha sfilato per i giganti della moda. Poi sono arrivati il cinema, il teatro, la tv.
Icona di una bellezza slegata dal tempo, Martina Colombari non ha mai nascosto i lati luminosi della sua vita, come la lunga storia d’amore con il marito Billy Costacurta, e quelli dolorosi, come i problemi di salute del figlio Achille. A 51 anni, l’ultima prova di generosità verso il suo pubblico è un libro, Il cambiamento sei tu (Sperling & Kupfer), in cui, come una lunga confidenza da amica, racconta senza tabù la sua esperienza con la menopausa e sprona le lettrici a reagire. Perché quando il corpo di una donna inizia a cambiare, tra muscoli che si afflosciano, secchezza vaginale, ormoni impazziti, desiderio latitante, è il momento di un cambiamento radicale: a tavola, in palestra, nelle relazioni sociali.
Pagina dopo pagina, la bellezza, cifra del marchio Colombari, diventa niente più che l’effetto collaterale di uno stile di vita incentrato sul benessere, in cui trovano posto terapia ormonale sostitutiva, creme all’acido ialuronico «applicato in un modo che i produttori non avevano immaginato», sex toys. Come racconta lei stessa in una pausa dal set del nuovo film di Fausto Brizzi, Se c’ero dormivo.
Quando è avvenuto questo cambio di sguardo su di sé?
«Se sto bene con me stessa, se mi guardo allo specchio e mi piaccio, sono una moglie più presente, una madre più efficiente, un’attrice che fa una performance con più qualità; un sostegno per un’amica. Se io non mi piaccio, faccio fatica a vivere».
Perché questa riflessione non c’era a 20-30 anni?
«Dietro il tema della bellezza c’è il tema dell’identità, del giudizio e delle aspettative degli altri. A un certo punto però ti chiedi: “Cos’è che mi fa stare davvero bene?”. E non te lo chiedi a trent’anni: a quell’età ti interessa altro».
Martina Colombari che parla di menopausa: sembra impossibile vedendola così in forma.
«Ho iniziato a occuparmi della mia longevità da una decina d’anni. Ho cambiato alimentazione, lo sport è diventata una disciplina, l’integrazione fondamentale. Ho uno psicanalista di riferimento, una persona che mi segue in palestra da 22 anni, ho fatto il test del Dna, dell’epigenetica, del microbiota intestinale. Sono sempre stata in salute, ma “salute” non significa solo “mancanza di malattia”. Mi sono detta: “Ora sto bene, ma di sicuro cambierà qualcosa”. Poi tutti ti mettono ansia: “Vedrai dopo i 40 anni…”. Per non parlare dei 50: superpanico. Allora ho detto: “Ok, lavoriamo sulla prevenzione”».
La sua prevenzione non si ferma ai controlli di routine.
«La prevenzione classica è: pap test e mammografia, pulizia dei denti e controllo ogni 6 mesi; un’eco all’addome e una scannerizzata di tutto il corpo ogni tot di anni. Ma perché non fare prevenzione anche in una maniera semplice, che non mi costa nulla e mi fa invecchiare meglio? Tanto una data di scadenza ce l’abbiamo. Non puoi combattere il tempo. È un: “Ti prendo per mano e cerco di farti stare bene”».
Il “metodo Colombari”.
«Esatto, chiamato così in maniera ironica».

La copertina del libro "Il cambiamento sei tu" (Sperling&Kupfer) e, a destra, l'attrice in una foto di Guido Stazzoni e MUA Patrizia Del Curatolo
In cosa consiste?
«Una sana nutrizione, come facciamo la spesa, come cuciniamo, i nutrimenti che ci fanno bene e quelli che non ci fanno bene, ciò che assimiliamo e ciò che non assimiliamo. Insomma, conoscere il nostro “libretto delle istruzioni”».
E poi tanto sport.
«Sì, ma con la menopausa non bastano la camminata o lo yoga. Bisogna andare in palestra e allenare i muscoli con i pesi».
Il cambiamento ha una dimensione olistica.
«Il wellness non è solo andare tre volte alla settimana in palestra e mangiare la bistecca con l’insalata. È quello che ti dà una pizzata con le amiche o una passeggiata lungofiume, andare al lavoro con entusiasmo, sapere che al fianco ho un uomo che mi ama, mi rispetta, è felice dei miei successi. Abbiamo il dovere di essere in salute, perché la vita è complicata. Se, quando ti arrivano le mazzate, non ti fai trovare in salute, ti danno il colpo di grazia. E poi…».
Poi?
«E poi io voglio essere una cinquantenne in forma, che si guarda allo specchio e si piace. Tante coetanee sono molto più vecchie di me e mi fanno arrabbiare. Ma perché non possiamo dire a nostro marito: “Stasera non ho voglia di preparare la cena, vado un’ora in palestra”?».
Lei racconta cose molto personali: trattamenti, infusioni endovenose, stitichezza… Vale la pena esporsi così dal momento che sui social è spesso criticata?
«Sì. Questo libro l’ho voluto scrivere perché tutti mi chiedono: “Ma come fai a essere così a 50 anni? Cosa mangi? Come ti alleni? Come gestisci la menopausa? E non perché sono una professionista, ma perché sono una persona normale, forse con più possibilità, ma autentica, che parla anche di problemi mentali. Non dobbiamo aver paura di farci vedere fragili e di chiedere aiuto. E dovremmo anche imparare ad accogliere le richieste di aiuto degli altri».
E lei lo ha trovato, questo aiuto, nei momenti difficili?
«Le amiche vere e gli amici veri sono rimasti. Ma tanti colleghi, amici, conoscenti, quando ho avuto bisogno non ci sono stati. Ho trovato tanta ipocrisia, poca coerenza, tanti manipolatori che fanno sembrare te la persona sbagliata, e che il problema è come tu hai reagito. E io da lì non ho più peli sulla lingua».
Lei scrive: “Quello che è successo con Achille mi ha dato una sberla fortissima”. Quanto l’ha aiutata la sua “disciplina di benessere” per superare quel momento difficile per suo figlio?
«Mi ha aiutato per tenere insieme i pezzi. Ma se c’è una frase che non sopporto è: “Tu sei forte”. Nessuno nasce forte, lo diventiamo. Mio figlio ha una Dhd, una neurodivergenza importante, e sappiamo quanto questi disturbi siano difficili da gestire. Detto questo, sono orgogliosa del figlio che ho».


