
AVIS verso i 100 anni: “Un secolo di doni che contano”
Nel 2027 l’Associazione Volontari Italiani del Sangue celebrerà il proprio Centenario. Un nuovo logo e quattro mascotte accompagneranno gli eventi

Nel 2027 l’Associazione Volontari Italiani del Sangue celebrerà il proprio Centenario. Un nuovo logo e quattro mascotte accompagneranno gli eventi, con un obiettivo che guarda soprattutto al futuro: avvicinare nuove generazioni alla cultura della donazione. Perché sangue e plasma restano risorse indispensabili che non possono essere prodotte artificialmente.
Da 17 volontari a circa 1,3 milioni di soci. Quella di AVIS è una storia che attraversa un secolo di sanità e partecipazione civile.
L’Associazione Volontari Italiani del Sangue nacque nel 1927 dopo l’appello del medico Vittorio Formentano per creare un gruppo di donatori volontari, controllati e disponibili, in un’epoca in cui era ancora necessario combattere la compravendita del sangue.
Nel 2027 AVIS compirà 100 anni e si prepara a celebrare questo traguardo con un calendario di appuntamenti in tutta Italia e con una nuova identità visiva pensata per raccontare la propria storia anche alle generazioni più giovani.
Un cuore per raccontare i cento anni di donazioni AVIS
Il logo scelto per il Centenario nasce dalla collaborazione tra AVIS e gli studenti del biennio di Design della Comunicazione della Nuova Accademia di Belle Arti – NABA - di Roma.

Il numero 100 si trasforma in un nastro continuo che si intreccia fino a disegnare un cuore. Anche i colori raccontano ciò che AVIS rappresenta: il rosso del sangue, il giallo del plasma e l’azzurro dell’identità associativa. A racchiudere il significato del Centenario è il claim: “Un secolo di doni che contano”
Accanto al logo arrivano anche Glo, Blanc, Plas e Rina, le quattro mascotte della nuova Crew: personaggi pensati per rappresentare in modo immediato e contemporaneo le diverse componenti del sangue e, insieme, il principio che sta alla base della medicina trasfusionale: ogni elemento ha una funzione diversa, ma tutti sono indispensabili.
Il progetto guarda esplicitamente anche alla Gen Z, utilizzando illustrazione e linguaggi visivi più vicini alle nuove generazioni.
Ma perché donare sangue è ancora così importante?
Perché il sangue non è un prodotto che la medicina può fabbricare quando serve.
Il sistema trasfusionale italiano dipende dalla disponibilità di persone che scelgono di donare in maniera volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita.
Nel 2025 in Italia sono state effettuate quasi 3 milioni di donazioni. I pazienti trasfusi sono stati circa 638 mila, con una media di oltre 5 trasfusioni al minuto. Il sistema conta circa 1,66 milioni di donatori, ma la continuità delle donazioni rimane fondamentale per mantenere disponibili sangue ed emocomponenti durante tutto l’anno.
AVIS rappresenta una parte decisiva di questa rete: conta oltre 3.300 sedi, circa 1,3 milioni di soci e nel 2025 i suoi donatori hanno contribuito con quasi 2 milioni di unità di sangue ed emocomponenti, pari a circa il 70% del fabbisogno nazionale secondo i dati dell'Associazione.
Una donazione, più possibilità di cura. Lo sapevi?
Quando si dona sangue intero, la sacca viene separata nelle sue principali componenti: globuli rossi, plasma e piastrine. Questo permette di utilizzare ciascuna componente per il paziente che ne ha realmente bisogno.
Le trasfusioni possono essere necessarie dopo gravi emorragie e interventi chirurgici, nei trapianti, nelle malattie ematologiche e oncologiche e nelle persone che necessitano di trasfusioni periodiche.
Un paziente con talassemia, per esempio, può avere bisogno di circa 25 trasfusioni all'anno. Le donazioni di plasma servono inoltre alla produzione di medicinali come immunoglobuline, albumina e fattori della coagulazione, indispensabili per molte patologie.
Questo significa che la donazione non entra genericamente in un “magazzino di sangue”: diventa terapia.
“10 minuti che valgono una vita”
Il motto AVIS “Donazione di sangue: 10 minuti che valgono una vita” rende immediata l’idea di fondo: dedicare una piccola parte del proprio tempo può avere un impatto enorme sulla vita di un'altra persona.
In termini pratici, il prelievo di sangue intero dura generalmente circa 15 minuti, mentre la plasmaferesi richiede più tempo.
Ma il messaggio non cambia: “Il contributo di ogni singolo donatore è indispensabile per la vita, per la salute, per tutti”.
La forza della donazione è proprio nella sua normalità. Non occorre conoscere il destinatario. Chi dona non sa chi riceverà quei globuli rossi, quelle piastrine o quel plasma. E chi li riceve spesso non saprà mai il nome del donatore.
È una forma di solidarietà anonima che diventa concretamente cura.
La sfida dei prossimi cento anni
Celebrare il Centenario significa quindi guardare alla storia, ma soprattutto interrogarsi sulla sua continuità.
Nel 2025 i donatori italiani sono stati circa 1,66 milioni e la fascia più generosa è stata quella tra 46 e 55 anni. Coinvolgere nuovi donatori, soprattutto tra i giovani, è strategico per garantire il ricambio generazionale del sistema.
È anche per questo che logo, mascotte, eventi musicali, sport e iniziative territoriali non rappresentano soltanto la comunicazione di un anniversario.
Servono a trasmettere un messaggio che, dopo cento anni, non è cambiato: il sangue serve ogni giorno. E può arrivare soltanto da chi sceglie di donarlo.
Il Centenario di AVIS diventa così non solo una celebrazione del passato, ma un invito rivolto al futuro: continuare a trasformare un gesto individuale in un patrimonio collettivo di salute.
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Bibliografia
1. AVIS Nazionale. La storia di AVIS.
2. AVIS Nazionale. I nostri dati – dati donazioni. Dati 2025.
3. Ministero della Salute – Centro Nazionale Sangue. La donazione in cifre. 2026
4. Ministero della Salute. Perché donare.
5. Ministero della Salute – Centro Nazionale Sangue. Sistema trasfusionale.
6. Centro Nazionale Sangue. Plasma: nel 2025 raggiunto un nuovo record di raccolta in Italia. 2026.


