
Fatigue: un nuovo studio italiano riaccende la speranza per i pazienti con Bpco
Arginina e vitamina C liposomiale si sono dimostrate un aiuto per contrastare la stanchezza invalidante

Mauro Maniscalco, professore di Malattie respiratorie presso l’Università Federico II di Napoli e Direttore dell’Unità operativa di riabilitazione pneumologica all’IRCCS Maugeri di Telese Terme
Un nuovo studio italiano, pubblicato sulla rivista internazionale Thorax in occasione della Giornata Mondiale del Polmone, che si celebra il 25 settembre, individua un possibile intervento aggiuntivo per contrastare la fatigue, cioè quella sensazione di stanchezza persistente e invalidante che può accompagnare le forme più gravi di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). La ricerca, coordinata dall’ICS Maugeri IRCCS di Telese Terme e condotta in dieci centri italiani di riabilitazione cardiopolmonare, ha evidenziato una riduzione del 27% della percezione di stanchezza nei pazienti che, oltre alla riabilitazione respiratoria, hanno assunto una combinazione di arginina e vitamina C liposomiale.
“La BPCO è una delle principali cause di disabilità respiratoria nel mondo, con 3,5 milioni di casi solo in Italia. Nelle sue forme più gravi, la sensazione di fatica rappresenta uno dei sintomi extrapolmonari più invalidanti, al pari della difficoltà respiratoria”, spiega Mauro Maniscalco, coordinatore dello studio, professore di Malattie respiratorie presso l’Università Federico II di Napoli e direttore dell’Unità operativa di riabilitazione pneumologica all’IRCCS Maugeri di Telese Terme. "Anche dopo una riabilitazione respiratoria successiva a una riacutizzazione, la stanchezza può persistere e limitare le attività quotidiane”.
Lo studio
La ricerca ha coinvolto circa 100 pazienti con BPCO e insufficienza respiratoria cronica, in ossigenoterapia a lungo termine. I partecipanti sono stati sottoposti per 28 giorni a un programma di riabilitazione polmonare e assegnati casualmente, in doppio cieco, a due gruppi: uno ha ricevuto arginina e vitamina C liposomiale, l’altro un placebo. Tra i centri coinvolti, oltre a Telese, gli ICS Maugeri di Lumezzane, Pavia e Bari, la Fondazione Don Carlo Gnocchi IRCCS, l’IRCCS INRCA di Casatenovo, l’Ospedale Maggiore di Crema, l’ASST di Lodi, l’Università Federico II e gli Ospedali dei Colli di Napoli.
Entrambi i gruppi hanno beneficiato della riabilitazione, ma la riduzione della fatigue è risultata maggiore tra i pazienti che hanno assunto l’integratore: il 27% contro il 10% del gruppo placebo, misurata attraverso la Fatigue Severity Scale (FSS). Circa il 60% dei pazienti trattati ha inoltre raggiunto un livello di stanchezza non più clinicamente rilevante.
“L’aggiunta di arginina e vitamina C liposomiale a un programma strutturato di riabilitazione respiratoria può determinare un beneficio aggiuntivo clinicamente rilevante sulla percezione della fatica”, sottolinea Giuseppe Fiorentino, tra gli autori principali dello studio e Direttore U.O.C. Malattie, Fisiopatologia e Riabilitazione Respiratoria degli Ospedali dei Colli di Napoli. “Il miglioramento della stanchezza e della qualità di vita è particolarmente importante in una popolazione complessa, senza l’impiego di ulteriori farmaci”.
Il possibile meccanismo
“L’arginina è un amminoacido coinvolto nella produzione di ossido nitrico, che contribuisce alla regolazione del tono vascolare e del flusso sanguigno” spiega Maniscalco. “La vitamina C ha invece un’azione antiossidante. Questi meccanismi possono contribuire a spiegare i risultati osservati, ma dovranno essere approfonditi da ulteriori studi”. Secondo Michele Vitacca, coautore della ricerca, direttore del Dipartimento pneumologico Maugeri IRCCS Pavia e responsabile della riabilitazione pneumologica di Lumezzane, i risultati aprono un possibile filone di ricerca anche sulla fatigue in altri contesti.


