
Robot in sala operatoria e tecniche mini-invasive: l’ospedale del Papa all’avanguardia nel trattare i tumori al polmone
Il Policlinico Gemelli è un’eccellenza in Europa per la chirurgia toracica: le tecniche aumentano esponenzialmente le possibilità di guarigione e sono disponibili per tutti

Papa Leone XIV (Cecilia Fabiano/LaPresse)
Non ci sono dettagli sulla tecnica chirurgica impiegata dall’équipe di 7 medici del Policlinico Gemelli, guidati dal professor Stefano Margaritora, ordinario di Chirurgia Toracica all’Università Cattolica e direttore della UOC, che ha operato Papa Leone XIV, martedì 13 ottobre, per l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro.
Le informazioni ufficiali, diramate dal Policlinico, parlano di una “tecnica videoassistita”, di un intervento di circa 90 minuti, e di un “esame istologico estemporaneo” che ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori. L’intervento chirurgico è stato definito “radicale”. Il Papa ha ripreso a camminare e ad alimentarsi, ha comunicato la Santa Sede. La prudenza, tuttavia, è ancora massima: occorrerà aspettare l’esito degli esami postoperatori per sapere se saranno necessarie delle terapie e conoscere la durata della degenza.
Di certo l’operazione del paziente Robert Francis Prevost non rappresenta un’eccezione al Gemelli. Il Policlinico di via della Pineta Sacchetti è un’eccellenza in Europa e nel mondo per le procedure e le tecnologie all’avanguardia nei campi della chirurgia toracica e della radiologia interventistica. Ogni anno vi vengono eseguiti circa mille interventi di chirurgia toracica, che spesso consentono ai pazienti di alzarsi già il giorno successivo e di essere dimessi dopo due o tre giorni, favorendo il recupero e l’eventuale avvio tempestivo di ulteriori terapie. Merito della tecnologia, e merito della preparazione dei medici, capaci di lavorare in modo rapido, multidisciplinare e centrato sul paziente.
A partire dal 2019 al policlinico romano le équipe dei chirurghi toracici e dei radiologi interventisti hanno messo a punto una tecnica che consente di asportare in maniera mininvasiva noduli tumorali polmonari nelle primissime fasi di sviluppo, garantendo al paziente le migliori possibilità di guarigione, oltreché di ripresa veloce dopo l’operazione.
La tecnica consiste in due fasi. Prima dell’intervento vero e proprio, i radiologi interventisti, sotto guida TAC, posizionano una spirale metallica (microcoil) all’interno dei noduli polmonari che si sospetta essere lesioni tumorali in fase iniziale. La spirale serve da marcatore per indicare al chirurgo toracico l’esatta posizione delle lesioni, anche se piccolissime, in genere sotto il centimetro, e perciò non distinguibili all’occhio umano. Il chirurgo pratica quindi un’incisione di 3 centimetri sulla parete del torace del paziente e inserisce una piccola videocamera per visualizzare il marcatore. L’intervento prosegue poi in tecnica torascopica, con l’asportazione del solo nodulo sospetto, preservando il tessuto polmonare sano. Il paziente, che viene operato in anestesia totale, ha tempi di recupero molto più rapidi rispetto alla chirurgia classica, e può tornare a casa dopo appena due giorni.
Questa non è però l’unica tecnica all’avanguardia del Gemelli nel trattamento del carcinoma polmonare.
Nel dicembre 2025 ha fatto scalpore il caso di un paziente che è stato sottoposto a un intervento mini-invasivo per tumore del polmone a sole 4 ore dalla diagnosi. Il primato è stato possibile grazie alla procedura combinata broncoscopia robotica ION più resezione polmonare mini-invasiva in singola anestesia. Anche in quel caso il team è stato coordinato dal professor Margaritora.
L’intervento viene eseguito nella cosiddetta sala ibrida. Il paziente, in anestesia generale, viene sottoposto a biopsia con ION utilizzando l’Ion Endoluminal System™, una piattaforma robotica broncoscopica che permette di eseguire la biopsia e la “marcatura” (indispensabile per la localizzazione intraoperatoria) anche di piccoli noduli periferici. Se l’esito dell’esame è positivo, il paziente, già intubato, viene portato direttamente in sala operatoria per l’intervento.
Questo approccio permette di evitare la fase di osservazione postoperatoria, di norma necessaria per seguire l’evoluzione della crescita del nodulo.
Nel caso del paziente operato a sole 4 ore dalla diagnosi, a eseguire l’intervento è stata la professoressa Elisa Meacci, associata di Chirurgia Toracica all’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile della UOS di chirurgia mininvasiva di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, anch’essa nel team che ha operato il Papa.
In occasione dell'operazione eseguita nel dicembre 2025, il professor Margaritora spiegò che “questo approccio dalla biopsia in broncoscopia robotica in sala ibrida, alla resezione segmentaria immediata in sala operatoria, incarna pienamente i valori e la visione del Gemelli: tecnologia avanzata, diagnosi tempestiva, appropriatezza clinica, cura centrata sulla persona, lavoro interdisciplinare”.
Per offrire una possibilità di consulto specialistico in tempi rapidi, in caso di nodulo polmonare sospetto, nel 2023 è stato inaugurato al Gemelli l’Ambulatorio dei Noduli Polmonari.



