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Ottobre Rosa e menopausa: da Rio l’IMS rilancia la prevenzione per tutta la vita

Mentre inizia il mese mondiale di sensibilizzazione sul tumore al seno, a in Brasile oltre 130 esperti discutono di menopausa, salute mammaria, cuore, metabolismo, ossa, cervello e qualità della vita

Daniela de Feo (direttore medico editorialista)

(Immagine elaborata con AI su indicazione editoriale SAE SaluteI

(Immagine elaborata con AI su indicazione editoriale SAE SaluteI

Ottobre è il mese dedicato in tutto il mondo alla consapevolezza sul tumore al seno, noto come Ottobre Rosa. Per il 2026 l’Organizzazione Mondiale della Sanità richiama ancora l’attenzione sulla necessità di migliorare conoscenza del rischio, diagnosi tempestiva e accesso a cure di qualità. Il tumore della mammella resta infatti il tumore più frequentemente diagnosticato nelle donne a livello globale

Ed è proprio mentre si apre questo mese simbolico per la salute femminile che, dall’altra parte dell’Atlantico, Rio de Janeiro diventa per quattro giorni la capitale mondiale della medicina della midlife ovvero della menopausa.

Dal 30 settembre al 3 ottobre 2026 è in corso il 20th World Congress on Menopause dell’International Menopause Society (IMS), uno dei principali appuntamenti scientifici internazionali dedicati alla salute delle donne nella transizione menopausale e negli anni successivi. Il congresso riunisce oltre 130 relatori internazionali, con 138 sessioni scientifiche e più di 900 abstract ricevuti.

Il collegamento con l’Ottobre Rosa non è casuale: tra i temi affrontati dal congresso trovano spazio anche salute della mammella, biologia ed epidemiologia del tumore al seno, terapia ormonale e rischio oncologico, imaging, prevenzione e conseguenze delle terapie antitumorali sulla menopausa.

Non solo vampate: la menopausa come finestra di prevenzione

Per decenni la menopausa è stata raccontata soprattutto attraverso i suoi sintomi: vampate, sudorazioni notturne, insonnia, modificazioni dell’umore.

Oggi la prospettiva è molto più ampia.

La transizione menopausale rappresenta un momento nel quale possono modificarsi pressione arteriosa, profilo lipidico, composizione corporea, metabolismo glucidico, salute ossea, massa muscolare, funzione cognitiva, sonno e salute genitourinaria.

Il congresso IMS riflette proprio questo cambiamento culturale e scientifico. Gli obiettivi formativi ufficiali richiamano infatti il rapporto tra climaterio femminile e malattie croniche non trasmissibili, oltre alla necessità di un approccio biopsicosociale capace di considerare la donna nella sua globalità.

Non è più soltanto “come trattare i sintomi della menopausa?”, ma: “come utilizzare questa fase della vita per identificare precocemente i rischi e proteggere la salute degli anni successivi?”.

Tumore al seno e menopausa: un rapporto da spiegare senza semplificazioni

Ottobre offre anche l’occasione per affrontare uno dei temi che più spesso genera dubbi tra le donne: il rapporto tra menopausa, terapia ormonale e tumore della mammella.

Non esiste una risposta valida per tutte.

Età, tempo trascorso dalla menopausa, caratteristiche dei sintomi, storia personale e familiare, rischio cardiovascolare, trombotico e oncologico, tipo di trattamento e durata della terapia devono essere valutati individualmente.

È proprio questa personalizzazione che emerge dal programma scientifico di Rio, dove la breast health è inserita accanto a cuore, metabolismo, cervello, apparato muscolo-scheletrico e sessualità.

La prevenzione moderna della salute femminile, quindi, non può funzionare per compartimenti separati: mammella, cuore, ossa, metabolismo e cervello fanno parte della stessa storia biologica della donna.

Cuore, ossa, cervello e metabolismo: la salute dopo i 50 anni

Il programma scientifico dedica ampio spazio al rischio cardiovascolare, alle dislipidemie, al diabete, all’obesità e alla sindrome metabolica, ma anche a osteoporosi, fratture da fragilità e sarcopenia.

Altre sessioni affrontano funzione cognitiva, disturbi del sonno, malattia di Alzheimer, sessualità e patologie neurodegenerative, oltre a depressione e disturbi dell’umore.

È una visione che modifica profondamente la salute e il significato della gestione ginecologica della menopausa.

Non soltanto un controllo medico ginecologico ma un’occasione per rivalutare globalmente il profilo di salute della donna, individuare fattori di rischio modificabili e programmare la prevenzione nel lungo periodo.

Una medicina sempre più personalizzata

Uno dei messaggi che attraversano il congresso è il progressivo superamento dell’approccio one size fits all.

Due donne della stessa età possono avere esigenze molto diverse.

Una può avere sintomi vasomotori importanti ma un rischio cardiovascolare basso; un’altra può essere quasi asintomatica ma presentare ipertensione, dislipidemia, obesità viscerale o una storia familiare oncologica significativa.

Per questo la medicina della menopausa si è spostata verso una valutazione che integra età, storia clinica, rischio individuale, caratteristiche metaboliche, salute ossea, mammaria e cardiovascolare, qualità della vita e preferenze della donna.

In altre parole, non è più soltanto quale terapia ma quale strategia di salute per ogni specifica donna

Un congresso mondiale con una forte presenza italiana

La leadership scientifica del congresso parla italiano: la Professoressa Rossella Nappi, Ordinario di Ginecologia e Ostetricia all’Università degli Studi di Pavia e Direttrice del Dipartimento di Scienze Clinico-Chirurgiche, Diagnostiche e Pediatriche, presiede l’International Menopause Society (IMS).

Il programma comprende plenarie, simposi, sessioni Meet the Expert, comunicazioni orali e una grande sessione dedicata alla ricerca internazionale sulla menopausa.

E in Italia? Oltre 17 milioni di donne e un costo che non può essere ignorato

La questione assume un peso particolare anche nel nostro Paese.

In Italia si stima che oltre 17 milioni di donne siano nella fase peri- o postmenopausale. Significa che parlare di menopausa non significa occuparsi di una condizione marginale, ma di una componente molto ampia della popolazione femminile.

E l’impatto non riguarda soltanto i sintomi.

Stime preliminari presentate al Congresso IMS 2026 indicano che la sottodiagnosi e il sottotrattamento della sindrome menopausale potrebbero generare in Italia un burden economico complessivo nell’ordine di 13-21 miliardi di euro l’anno, considerando costi sanitari diretti e indiretti.

Sul solo versante del lavoro, la menopausa non adeguatamente gestita potrebbe comportare un costo stimato di circa 2,5-4 miliardi di euro l’anno, in una popolazione di circa 2,8 milioni di donne occupate tra 45 e 55 anni.

Si tratta di stime preliminari, il cui valore è rilevante: riconoscere e gestire meglio la menopausa ha  conseguenze non soltanto sulla salute individuale, ma anche sulla partecipazione al lavoro, sulla produttività e sulla sostenibilità del sistema sanitario e sociale.

Dall’Ottobre Rosa a una prevenzione che dura tutto l’anno

Il Mese della Consapevolezza sul Cancro al Seno o Breast Cancer Awareness Month ricorda ogni anno ad ottobre quanto sia importante riconoscere il rischio, intercettare la malattia tempestivamente e garantire accesso alle cure. L’OMS sottolinea che diagnosi tempestiva e trattamenti appropriati riducono significativamente la mortalità per tumore mammario.

È proprio il congresso di Rio ad aggiunge un tassello ulteriore, la prevenzione della salute femminile non dovrebbe essere pensata come una successione di campagne separate: ottobre per la mammella, un altro mese per il cuore, un altro ancora per le ossa.

“La donna è una sola”!

E la menopausa può rappresentare uno dei momenti più importanti per fermarsi, rivalutare il proprio profilo di salute e costruire una strategia preventiva capace di accompagnare i decenni successivi.

È questo, probabilmente, il messaggio più forte che arriva da Rio: la menopausa non è il punto di arrivo della salute riproduttiva, ma può diventare il punto di partenza di una nuova medicina della prevenzione femminile.